CONI: il resoconto sul convegno “Lo sport è impresa…lo sport crea valore”
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Si è svolto lunedì presso la Sede di Confindustria di Monza e Brianza il convegno “Lo sport è impresa…lo sport crea valore”, organizzato dalla Delegazione CONI Monza e Brianza e dalla Scuola Regionale dello Sport CONI Lombardia e moderato dal giornalista di Sky Sport Luca Corsolini.

Lo scopo del convegno è stato quello di tracciare le basi per una collaborazione vincente e duratura tra il mondo dello sport e le imprese presenti in maniera corposa sul territorio di riferimento, legate più o meno direttamente alla pratica sportiva. Perché lo sport non può riassumersi solo in medaglie olimpiche, titoli mondiali, risultati: è necessario che lo sport cambi il modo di raccontare se stesso in un momento di difficoltà economica. E il motto è: meno imprese di un giorno, più impresa quotidiana.

Lo sport è una risorsa importante per il Paese, un settore determinante e di grande vitalità che occupa migliaia di persone, che contribuisce al fatturato del “made in Italy”, che svolge una funzione sociale rilevante coinvolgendo non solo i praticanti ma tutto l’universo che ruota intorno alla disciplina sportiva o alla manifestazione.

Proprio per questo Monza, il suo territorio, la sua storia, le sue aziende rappresentano un’eccellenza assoluta e il feeling Delegazione Coni-Scuola Regionale dello Sport-Confindustria aprono campi nuovi per continuare a vincere.

Dopo i saluti iniziali di Massimo Manelli, Direttore Generale Confindustria Monza e Brianza, che ha rimarcato le eccellenze locali (Villa Reale, Parco, Autodromo), Pier Luigi Marzorati, Presidente CR CONI Lombardia ha posto l’accento sulla positività di questi incontri sul territorio che devono servire come trampolino di lancio per nuove iniziative sull’impiantistica sportiva, grazie anche al deciso contributo dei Delegati Provinciali con i Coni Point di loro pertinenza.

Antonio Rossi, Assessore allo Sport Regione Lombardia, ha precisato come sia giusto investire nello sport che in Italia rappresenta l’1,7 del PIL, perché dei 17.000 impianti sportivi della nostra regione, l’80% sono stati costruiti 30 anni fa e sono ormai obsoleti. Significativo il suo motto in monzese: “mai mular” per dare stimoli a fare sempre più nello sport. Sono poi seguiti gli interventi di Luigi Ponti, Presidente Provincia Comitato Regionale CONI Lombardia Monza e Brianza e Luigi Losa, Direttore del bisettimanale monzese “il Cittadino” che uscirà con due dorsi, uno riservato al calcio e l’altro agli sport vari.

Atteso l’intervento di Cecilia D’Angelo, Direttore territorio e promozione CONI Nazionale che ha evidenziato come la Lombardia sia al primo posto nello sport in Italia e come compito del Coni non sia solo quello di preparare atleti di livello per le Olimpiadi. E in previsione EXPO 2015 emerge appunto l’importanza e il ruolo chiave che la Lombardia ha per tutto il mondo sportivo nazionale e imprenditoriale.

Accompagnata dalla collega Anna Maria Marasi, ex nazionale di volley ed ora funzionario del Coni, la dottoressa D’Angelo ha rimarcato come il Coni debba essere il motore della ripresa italiana perché solo facendo sport si può cambiare lo stile di vita. Ecco allora la necessità di situazioni non convenzionali per muoversi e scoprire le bellezze dell’Italia con interventi sul territorio. Quindi, tra gli obiettivi del Coni:

l’alimentazione, gli educamp in estate. i progetti come quello straordinario dell’alfabetizzazione motoria nelle scuole, la crescita dei giovani grazie all’associazionismo e ai fondamentali Coni Point sparsi sul territorio.

Ha poi preso la parola Andrea Dell’Orto, Presidente di Confindustria Monza e Brianza, che ha ricordato l’impegno delle aziende che investono sullo sport ed ha auspicato che l’Autodromo di Monza sia poco valorizzato e da rilanciare, visto anche il valore che ha in campo economico-finanziario.

Si è poi proceduto alla premiazione di grandi atleti di un recente passato: i pattinatori Valentina Marchei e Dario Betti, i canottieri Daniele Gilardoni e Niccolò Mornati, i calciatori Filippo Galli e Paolo Monelli, il pallavolista Pasquale Gravine e il campione paralimpico di atletica Emanuele Di Marino.

La seconda e la terza sezione del convegno hanno mostrato esempi virtuosi di gestione vincente nel mondo sportivo, come testimoniato dai contributi di Ivan Capelli, Presidente Automobile Club Milano (Intervento: dall’esperienza personale di sport all’innovazione informatica nell’impresa); Alessandra Marzari, Presidente Vero Volley Monza (Fare impresa con impianto e comunicazione); Sergio Tosi, Presidente Sport Management S.p.a. (Tanto sport e una sfida: la pallanuoto a Monza) e Andrea Galbiati, Presidente Monza Marathon Team (Lo sport e il suo valore sociale).

Ecco poi i modelli imprenditoriali che hanno trovato nello sport un punto di snodo fondamentale per impostare la propria attività commerciale, come emerso dalle parole di Federico Zurleni, Sports Marketing Director South Europe Adidas (Sport marketing: l’importanza del professionismo nel business dello sport); Carlo Colombo, Amministratore Colmar (Il rapporto dell’azienda con i testimonial dello sport); Roberto Zecchino, Vice Presidente Human Resources & Organization South Europe Bosch Group (Allenarsi per il futuro: una sfida alla disoccupazione giovanile attraverso l’alternanza scuola e lavoro. Il ruolo educativo dello sport), e Matteo Parravicini, Amministratore Delegato Parà (I valori che avvicinano un’azienda allo sport).

Le conclusioni del convegno sono state affidate al Delegato CONI di Monza e Brianza Enrico Radaelli che, dopo aver ringraziato il Direttore della Scuola Regionale dello Sport Marco Riva per l’aiuto dato per la realizzazione del convegno, ha evidenziato come sia essenziale creare una sinergia tra il mondo delle imprese e quello dello sport, illustrando il lavoro del CONI Regionale, volto ad interagire da un punto di vista territoriale, grazie ad una stretta collaborazione con imprenditori, istituzioni ed esponenti della comunicazione.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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