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Marco Aurelio Fontana, come il compagno tedesco Manuel Fumic e il neozelandese Anton Cooper, disputerà le prossime due stagioni difendendo i colori del Team Cannondale Factory Racing.

«Sarà il mio settimo anno nella famiglia Cannondale»

commenta il Prorider, bronzo olimpico a Londra 2012 e vincitore di svariati titoli nazionali nella MTB e nel ciclocross, che con il resto della formazione CFR ha portato ad affermarsi uno stile di corsa nell’XC che ha reso loro e il marchio che portano sul petto celebri nel mondo del fuoristrada.

«Onestamente non avrei potuto neanche pensare di correre in una squadra diversa da questa. Nei passati due anni ho vissuto momenti difficili, ma alla fine del 2014 sono riuscito a riscattarmi ottenendo il terzo posto al Campionato del Mondo XC. Ho già ripreso a gareggiare con qualche corsa di ciclocross e non vedo l’ora di rimettermi in sella alla bici da cross country.

I prossimi due anni saranno decisivi per la mia carriera, l’impegno della squadra e la grande atmosfera al suo interno è fondamentale per me e sarà una delle chiavi per arrivare a tagliare traguardi importanti».

La squadra si rafforzerà con l’arrivo del campione panamericano Henrique Avancini, proveniente dal Brasile. Durante la stagione 2015 il Team Cannondale Factory Racing si concentrerà sulla Coppa del Mondo XC, gareggiando principalmente in Europa e Nord America, con un obiettivo su tutti: i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, che si terranno in Brasile nel 2016.

«La strada per Rio è iniziata il giorno dopo la festa di Londra 2012. I grandi traguardi si costruiscono da lontano. Dalla preparazione invernale al Campionato del Mondo ci sono innumerevoli step da affrontare con attenzione e decisione. Sono pronto» chiosa un motivatissimo Marco Aurelio Fontana.

 

Ufficio Stampa Marco Aurelio Fontana

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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