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La sconfitta di domenica al PalaDesio contro Ravenna ha proiettato i titoli di coda del film 2014 della Powervolley Revivre Milano. Il passo falso contro la CMC non cancella però quanto di buono fatto nell’arco dei dodici mesi dalla giovane realtà meneghina, nata due anni e mezzo fa e ora arrivata nella massima serie pallavolistica italiana maschile.

L’ASCESA – Il 2014 era iniziato con la squadra meneghina impegnata nel campionato di A2 maschile; con un buon girone di ritorno, la formazione allenata da Marco Maranesi e targata Itely ha centrato i play off, approdando direttamente ai quarti di finale. Il bel duello contro Ortona ha sorriso agli abruzzesi dopo tre gare combattute. Nel periodo tra le due stagioni, poi, è arrivato lo scambio di diritti con Vibo Valentia e di conseguenza la partecipazione alla massima serie italiana, diventata SuperLega UnipolSai. In attesa del PalaLido a Milano, la squadra – targata Revivre – abbraccia Desio per le partite casalinghe. Nel girone d’andata di SuperLega, qualche difficoltà ad adattarsi al nuovo campionato, poi – aiutata dall’arrivo in corsa di Peter Veres – Milano ha rotto il ghiaccio togliendosi qualche soddisfazione.

IL BILANCIO – A livello numerico, il 2014 di Powervolley ha visto complessivamente 9 vittorie e 15 sconfitte. Sei successi e altrettanti passi falsi hanno caratterizzato il girone di ritorno e i play off di A2, mentre l’andata di SuperLega UnipolSai ha regalato alla formazione di Maranesi tre giornate di gioia e nove ko.

IL CAMMINO MESE PER MESE – Il 2014 è iniziato con l’Itely protagonista in A2 maschile dopo il finale di 2013 scintillante con i successi nei derby lombardi contro Monza e Cantù. Nel primo mese del nuovo anno, i meneghini hanno duellato alla morte con le più quotate Ortona e Padova, cedendo al tie break, mentre in mezzo hanno espugnato – sempre al quinto set- il difficile campo di Matera. Febbraio ha rinnovato le difficoltà casalinghe, con i ko al Pavesi contro Sora (3-1) e Castellana Grotte (3-2), inframezzati dal successo a Corigliano (1-3). Marzo, invece, ha visto una crescita notevole di Milano, implacabile contro Brolo e Potenza Picena (doppio 3-0) e vincitrice nell’ultima giornata di regular season contro Cantù (3-2). A cavallo tra marzo e aprile, la serie dei quarti di finale play off contro Ortona: doppia sconfitta per 3-1 in Abruzzo e successo rotondo in casa (3-0), con gli avversari che hanno passato il turno, facendo calare il sipario sull’annata meneghina.

Scambio di diritti, nuova “casa” e mercato hanno scandito la tarda primavera e l’estate, mentre a ottobre è partita la magica avventura nella SuperLega UnipolSai. Poche le soddisfazioni iniziali: ko al PalaDesio contro Molfetta (3-0) e passo falso in tre set a Verona. Novembre ha fatto rima con il ciclo di ferro imposto dal calendario: Modena-Trento-Treia, con tre ko senza vincere un set, anche se la sfida contro gli emiliani al Mediolanum Forum di Assago ha fatto registrare la straordinaria presenza di quasi 4.500 persone. Ma novembre verrà ricordato anche come il mese della prima vittoria della Revivre in SuperLega: domenica 23, infatti, i ragazzi di Maranesi hanno festeggiato il successo al tie break a Padova, poi non confermato sette giorni dopo a Desio contro Latina (0-3).

Si arriva infine a dicembre, iniziato con l’onorevole passo falso a Perugia (3-1) contro la Sir Safety e proseguito con il secondo successo stagionale centrato al PalaIper di Monza nell’atteso derby contro il Vero Volley (3-2). Mancava sbloccarsi davanti al tifo del PalaDesio e ciò è avvenuto nell’anticipo di sabato 20 dicembre contro l’Altotevere: altra battaglia e altra vittoria al tie break.

L’epilogo post-natalizio, invece, ha regalato due ko a Milano: 3-1 a Piacenza nel giorno di Santo Stefano e 3-0 a Desio domenica scorsa contro Ravenna.

 

Ufficio Stampa Powervolley

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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