Crisi Milan, l’unica soluzione per Galliani

A questo Milan manca qualcosa. Cosa? Beh, difficile dirlo, sicuramente è una vettura alla quale manca un motore, quattro ruote, gli sportelli, il bagagliaio e la benzina. Sì, la benzina poi è molto cara, c’è poco da fare: meglio andare a metano o a gas, anche se le prestazioni non sono le stesse.

La benzina sono i campioni, quelli che costano tanto e che i rossoneri, oggi, non possono permettersi. E dunque, che fare? Sicuramente sognare: ad occhi aperti o chiusi, scegliete voi. Poco importa. Sognare di quando il Milan di Arrigo Sacchi (e non paragonatelo a Inzaghi, ci passa molto tra i due…) vinceva in Italia e in Europa. Erano gli ultimi periodi degli anni ’80, il trio olandese formato da Gullit, van Baste e Rijkaard, assieme ad Ancelotti, Donadoni, Maldini e tutti gli altri, scalava il mondo. Vinceva dappertutto, rifilava cinque gol al Real Madrid, quattro alla Steaua Bucarest addirittura in finale di Coppa dei Campioni.

E poi arrivò il Milan di Fabio Capello, quello che non subiva mai gol o quello che segnava con la carriola, decidete voi. Sempre quello era. L’unica cosa che resta da fare, caro Adriano Galliani, è prendere la Delorian, tornare indietro nel tempo ed ingaggiare nuovamente i già citati campioni: il suggerimento degli amici di Paddy Power, nella foto, non lascia dubbi. Oltretutto è parcheggiata vicino San Siro, che poi è vicino a dove sorgerà il nuovo stadio del Milan ed è vicino anche a Casa Milan. Non ci sono scuse, bisogna sognare. Magari, tra qualche anno, ripenseremo a questi periodi col sorriso: ora, però, vado. C’è da chiamare Marty McFly e Doc, la Delorian è parcheggiata in sosta vietata.

Milan, una Delorean per Galliani
Milan, una Delorean per Galliani
News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa i cookie. Continuando a visitare queste pagine accetti la nostra Cookie Policy. Leggi di più

Questo sito abilita l'utilizzo dei cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.

Chiudi