Dopo 11 anni Danilo Goffi torna alla Roma-Ostia
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Undici anni: tanti ne sono passati dall’ultima partecipazione di Danilo Goffi alla Roma-Ostia, la classica di inizio marzo capace di attirare sempre migliaia e migliaia di runners. Correva l’anno 2004, e il campione nervianese chiudeva in sesta posizione in 1:03’58”; crono migliore -1:02’28”, ma posizione di classifica più bassa -ottavo, nel 2003 alla sua prima presenza alla mezza del litorale romano.

Sono molto contento di tornare a Roma per correre la Roma-Ostia”, confida il Campione Italiano in carica di Maratona. “È una gara che mi è sempre piaciuta e che quest’anno avrà una valenza fondamentale nel mio percorso di avvicinamento alla Maratona di Boston: sarà infatti un test molto importante per valutare la mia condizione in funzione dei 42k di aprile, e cercherò di correrla ad un buon ritmo.

Dello stesso avviso Silvio Omodeo, allenatore dell’atleta che veste i colori del brianzolo Monza Marathon Team. “Oggi Danilo non ha ancora raggiunto la forma migliore che avrà invece a Boston”, confida al telefono, “ma è perfettamente allineato con la programmazione per arrivare in America nella condizione giusta. Come dimostrano gli ultimi allenamenti, il ragazzo è in crescita: i 5×3000 della scorsa settimana, il lungo corso domenica e gli 8×1000 con recupero di 500 di due giorni fa, ci stanno infatti dando delle sensazioni positive.

Obiettivo in questa mezza maratona è quindi quello di correre insieme agli italiani più quotati, cercando di classificarsi il più possibile vicino ai migliori. Un ringraziamento particolare all’organizzazione della Roma-Ostia e ad adidas, partner del maratoneta nervianese, che si sono prodigati per accoglierlo e metterlo nelle condizioni migliori per dare il massimo in gara.

 

Chiara Franzetti

Ufficio Stampa Danilo Goffi

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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