adidas sport Infinity: obiettivo rifiuti zero
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Nuovo progetto per adidas, che ha lanciato il suo Sport Infinity, il cui obiettivo è produrre una nuova generazione di prodotti sportivi con materiale riciclato.

Ogni grammo di prodotto, incluse le scarpe di Leo Messi, sarà scomposto per essere sviluppato con un processo che non produce rifiuti e senza l’utilizzo di materiali adesivi per dare ai consumatori maggiore possibilità di personalizzazione rispetto al passato.

COS’E’ ADIDAS SPORT INFINITY – Sport Infinity è un progetto di ricerca, guidato da adidas e finanziato dalla Commissione Europea, che mette insieme aziende di settori diversi ed eccellenze accademiche, per combinare prodotti sportivi usati e scarti di materiali provenienti da altri ambiti. Le scarpe da calcio del futuro potrebbero quindi contenere carbonio utilizzato per realizzare aeroplani così come fibre prese da una scarpa che ha segnato durante la Coppa del Mondo.

DAL RIFIUTO ALLE SCARPE – Il nuovo super materiale farà di ogni appassionato di sport un designer di prodotto. Un paio di scarpe potrà subire un restyling ogni volta che il proprietario vorrà, senza preoccuparsi di produrre rifiuti. L’appassionato di calcio non indosserà mai più scarpe vecchie, sia che voglia seguire gli ultimi trend, sia che voglia adeguarsi alle condizioni del terreno di gioco.

Gerd Manz, Vice President Technology Innovation di adidas, ha detto: “Questo è uno sviluppo che cambia il gioco per gli appassionati di calcio. Nei prossimi tre anni Sport Infinity punta a porre fine alla consuetudine di buttare via le scarpe da calcio vecchie. Ogni paio di scarpe non solo verrà riciclato, ma reinventato sulla base delle indicazioni personali del consumatore.”

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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