Hockey Milano travolto in casa dall’Egna
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Milano-Egna è lo scontro clou con la prima vera avversaria di questo campionato. L’Hockey Milano è al completo con l’unica assenza di Tommaso Migliore, mentre nell’Egna sono tutti presenti compresi i reduci della serie A: Bertignoll, Bustreo, Simonazzi, Dorigatti e i due Sullman, in sostanza l’Egna ha la stessa ossatura della passata stagione.

L’inizio è subito in salita, dopo solo 1.44 le oche selvagge passano in vantaggio con Alex Tava, a circa 4 primi dall’inizio all’Egna viene fischiata una penalità ad accomodarsi in panca puniti è March, i padroni di casa con l’uomo di movimento in più provano a rendersi pericolosi, ma il penalty killing dell’Egna è attento e si va alla sirena con il risultato di 1 a 0 a favore degli ospiti.

Il secondo periodo inizia con i milanesi che cercano di monetizzare alcune occasioni favorevoli, ma è solo al minuto 7.37 che in powerplay Capitan Re riesce a insaccare il disco alle spalle di Steiner, è però il secondo periodo che nonostante il raggiunto risultato di parità segna lo spartiacque della partita, dal gol del pareggio alla sirena di fine secondo periodo infatti si registrano le reti di Zambaldi, Dorigatti e Bustreo.
Nel terzo periodo il Milano prova a recuperare ma gli ospiti non concedono spazi e anzi, allungano il vantaggio con le reti di Bustreo e Sullmann A.

Lo score finale segna 6 reti a 1 a favore dell’Egna, risultato meritato da parte degli ospiti ma che non rispecchia veramente il divario tecnico tra le due squadre.

L’Egna si dimostra una delle squadre più ostiche del campionato, per quanto riguarda il Milano molto carattere, buono l’esordio del nuovo arrivato Gregor Lanziner, buona prestazione di alcuni dei “giovani” rossoblu, nel complesso tanta grinta e voglia di non mollare.
Il Milano saluta i 1600 presenti all’Agorà dando appuntamento l’11 in trasferta ad Appiano e il 17 in casa alle 19 contro il Vinschgau.

 

Tratto da hockeymilano.it.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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