Renate-Lumezzane: brutta sconfitta per le ‘pantere’ di Meda
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Seconda battuta d’arresto in campionato per il Renate, che al “Città di Meda” si fa trafiggere ancora una volta dal Lumezzane ed è costretto a rimandare di almeno un’altra settimana l’appuntamento con la prima vittoria stagionale. Prestazione a luci ed ombre per i nerazzurri, che nella ripresa non hanno saputo dare continuità al pregevole forcing operato nel primo tempo. Gli uomini di Boldini chiudono in 9 contro 11, ed ora dovranno necessariamente ricompattarsi in vista della complicata trasferta di sabato a Reggio Emilia.

Mister Boldini è costretto a varare un altro undici diverso rispetto all’ultima gara di Pordenone. Assenti Kondogbia, Napoli e Valagussa, recupera però l’ex di turno Ekuban, in coppia con Valotti nel 4-4-2 che vede Romanò in mezzo al campo con capitan Malgrati e Iovine sulla corsia di sinistra dopo lo stop precauzionale in terra friulana. Il “Lume” di mister D’Astoli è lo stesso che ha battuto l’Alessandria, e giunge in Brianza con l’obiettivo di confermare l’ottima prestazione offerta contro i grigi piemontesi. 

Partenza difficilissima per le pantere nerazzurre, subito sotto dopo nemmeno tre minuti di gioco. Barbuti dal limite fa partire un gran destro a giro, nulla da fare per Castelli e 0-1 che chiama i padroni di casa ad una pronta reazione. A dire il vero però, sono ancora i bresciani a rendersi pericolosissimi al 6′: Riva allontana male in area di rigore, Russini piazza il destro ma Castelli gli sbarra la strada ed evita un raddoppio potenzialmente devastante. Finalmente Renate allo scoccare del 10′. Scambio nello stretto tra Ekuban e Valotti, con quest ultimo che calcia di punta e trova la pronta replica da parte di Furlan. Prima occasione da rete creata dal gruppo di Simone Boldini. Al 21′ altra manovra elaborata delle pantere. Ekuban parte sul filo del fuorigioco e crea superiorità numerica in area di rigore, ma l’eccesso di altruismo si conclude con una sforbiciata imprecisa di Valotti, con sfera sul fondo. Al 24′ Ekuban stoppa la sfera per Scaccabarozzi, ma il suo destro in corsa è rasoterra, ed è facile preda di Furlan. Renate che guadagna campo e fiducia, mentre il Lumezzane sembra tirare il fiato e accontentarsi di gestire – senza offendere con incisività – il vantaggio ottenuto grazie alla perla di Barbuti. A un paio di girio di lancette dalla mezzora di gioco, i nerazzurri si vedono (giustamente) annullato il pareggio firmato Valotti. Iovine pesca col contagiri Romanò, il sinistro dell’ex Prato non viene trattenuto da Furlan, ma sul tap-in di Valotti, la posizione di offside è sin troppo evidente. L’assedio renatese continua imperterrito, ma alla mezzora esatta, sul cross pennellato da Iovine, il colpo di testa a botta sicura di Graziano viene salvato sulla riga di porta da un Furlan in apparente giornata di grazia. Al 41′, altra tegola sui padroni di casa, che perdono anche Iovine. Al suo posto c’è Giacomo Sciacca, con conseguente spostamento di Anghileri sull’out di sinistra. Il Lumezzane tira un bel sospiro di sollievo, al termine dei primi 45′ decide la rete di Barbuti.  

Le due squadre rientrano sul rettangolo di gioco del ” Città di Meda”: nessun cambio, al via i secondi 45′ di gioco. Ci si aspetta una partenza veemente da parte dei nerazzurri, ma la sostanza è (purtroppo ben diversa). Boldini opera il secondo cambio togliendo dalla mischia Romanò per dare più “garra” con Chimenti, D’Astoli non sta a guardare e opta per una sostituzione conservativa. Esce dal campo Cruz Pereira – il giustiziere in Coppa Italia – ed entra un mediano puro come l’ex Tritium Di Ceglie. Al 18′ ripartenza fulminea del “Lume”, con Barbuti che va via a Teso, ma una volta giunto a tu per tu con Castelli alza troppo il destro, che si perde via sopra la traversa. Al 22′ finisce subito la partita di Chimenti, durata una dozzina di minuti. Il secondo cartellino giallo lascia molte perplessità, Renate in inferiorità numerica e sempre con un gol da recuperare. La volontà come sempre non fa difetto ai brianzoli, che con un uomo in meno costringono i bresciani alla difensiva. Al 33′ Valotti vince un rimpallo e va alla conclusione dal limite, ma la palla sorvola la traversa. Esito ben diverso sul capovolgimento di fronte, e di fatto è l’episodio che pone fine alle ostilità. Varas imbuca Russini, il classe ’96 non trema davanti a Castelli e realizza la seconda rete consecutiva in campionato. Ora, per i nerazzurri, c’è quasi un Everest da scalare. Che il periodo non sia fortunato lo testimonia anche il palo colpito da Graziano alla ripresa del gioco, con una bella soluzione acrobatica. Nei 4′ di recupero c’è spazio anche per il secondo rosso di giornata, con Sciacca costretto a strattonare un indiavolato Russini.

Al “Città di Meda” il Lumezzane coglie altri tre punti d’oro per la propria classifica, mentre al Renate non resta che masticare un boccone amaro…

RENATE – LUMEZZANE 0-2

RENATE (4-4-2): Castelli; Anghileri, Teso, Riva, Iovine (41′ Sciacca); Graziano, Romanò (10′ st Chimenti), Malgrati, Scaccabarozzi; Ekuban (40′ st N’Diaye), Valotti. A disposizione: Moschin, Migliavacca, Di Gennaro, Solini. All. Boldini

LUMEZZANE (4-3-2-1): Furlan; Rapisarda, Belotti, Nossa, Russu; Mancosu (26′ st Bacio Terracino), Baldassin, Russini; Cruz Pereira (11′ st Di Ceglie), Varas; Barbuti (42′ st Sarao). A disposizione: Bason, Genevier, Magnani, Monticone, Pippa, Potenza, Tagliavacche. All. D’Astoli

ARBITRO: Sig. De Tullio di Bari (Sig. Scarpa di Reggio Emilia – Sig. Macaddino di Rimini)

RETI: 3′ Barbuti (L), 35′ st Russini (L)

NOTE: Giornata mite con cielo coperto, terreno di gioco in buone condizioni. Espulsi Chimenti (R) al 22′ st per somma di ammonizioni e Sciacca (R) al 46′ st per fallo da ultimo uomo, ammoniti Belotti, Russini, Varas (L). Calci d’angolo: 4-2 per il Renate. Recupero: 2′ pt + 4′ st. Spettatori: 200 circa.

 

Fabio Mariani, Addetto Stampa A.C. Renate.     

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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