Mara Santangelo: la Pennetta? Come Sampras
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Mara Santangelo non ha dubbi: Flavia Pennetta ha avuto molto coraggio ad annunciare il suo ritiro, proprio come fece Pete Sampras, all’apice del suo successo: “Penso che la sua sia una scelta molto ponderata – le parole dell’ex tennista in esclusiva a MilanoSportivaad una certa età penso sia giusto anche pensare ad un futuro personale. Certo è che noi, egoisticamente, vorremmo che lei continuasse almeno fino alle Olimpiadi di Rio 2016. Ci sarà il tempo per farla continuare fino a quel grande evento, ma per riuscire a smettere all’apice della carriera, come fu per Pete Sampras, ci vuole tanto coraggio. E io l’ammiro per questo”.

La finale dello US Open tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci è stato un evento incredibile: “Neanche nel più bel sogno potevamo sperare di avere due giocatrici in finale in uno Slam – prosegue Mara Santangelo ci onora perché sia in Italia che all’estero, penso sia arrivata la voglia di queste ragazze di raggiungere il successo, il coraggio, la determinazione, la voglia di affrontare le sfide”.

Nell’ultimo decennio l’Italia è diventata un punto di riferimento nel panorama internazionale del tennis: “I risultati sono arrivati già nel 2006 con la prima Federation Cup vinta – prosegue la Santangelo – è stato tutto un traino; dobbiamo ringraziare le più grandi come Rita Grande e Silvia Farina, che ci hanno aperto la strada e da lì noi siamo state brave a seguirle da esempio”.

Oggi Mara Santangelo parla tanto con i giovani, grazie anche ad un progetto sportivo di Bosch e Randstat: “Ho la possibilità di relazionarmi con i giovani, rivivere la mia esperienza sul campo da tennis cercando di dare quei piccoli suggerimenti ai più giovani per non arrendersi, perseverare, andare dritti all’obiettivo e raggiungere i loro sogni – prosegue – per un giovane penso che ricevere la testimonianza di un campione che ce l’ha fatta sia una cosa incredibile”.

 

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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