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Si disputerà il prossimo martedì 7 e mercoledì 8 ottobre, a Birago di Camnago, la sesta edizione dell’ISPS Handa Italian Blind Open, torneo di golf per ciechi. Gareggeranno i campioni del mondo Zoar Sharon (israeliano, categoria b1) e Paul Appleyard (inglese, categoria b3). Oltre a loro all’evento, aperto ai concorrenti con diversi gradi di acutezza visiva (divisi in tre categorie), faranno pure parte Derrick Sheridan, presidente dell’International Blind Golf Association e, a fare gli onori di casa, gli italiani Chiara Pozzi Giacosa, Mirko Ghiggeri, Stefano Palmieri e Andrea Calcaterra.

L’appuntamento chiuderà la stagione dell’IBGA, iniziata ad aprile con l’Open australiano e continuata con le gare tenutesi in Austria, Canada, Scozia Stati Uniti e Sudafrica. Sul suolo italico si era invece tenuta a giugno la Vision Cup, una sfida sulla falsariga della Ryder Cup dove si era imposto il team europeo. L’imminente appuntamento costituirà l’ultima opportunità di risalire la classifica mondiale e ottenere il pass per il prossimo World Blind Golf Championship, previsto in Giappone ai primi di novembre. Gli azzurri cercheranno sicuramente di vendicare i magri risultati ottenuti all’Azores Ladies Open, penultimo torneo stagionale del LET Access.

Solo ventiduesimo posto per Elisabetta Bertini con 225 colpi (72 76 77, +9), trentunesima invece Stefania Avanzo con 151 (74 77, +7), out per due colpi. A imporsi la tedesca Karolin Lampert, brava a rimontare dal secondo posto e ad approfittare approfittando del crollo della leader Emma Goddard, la quale dopo due giri al vertice ha ceduto con un 80 (+8) terminando addirittura terza con 217 (+1) insieme alla brasiliana Victoria Lovelady, a Jamila Jaxaliyeva del Kazakhstan e Luna Sobron. Seconda con 216 (par) la finlandese Krista Bakker.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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