Milan: Mihajlovic e la formula all’italiana

I due estremi di una stessa medaglia, che si specchiano, si trovano belli ed accoglienti. Ma lui tende all’esterofilia grazie all’avvento di amici romani, l’altro è sempre più italianizzato. Sabato sera, ore 22 circa: Inter-Roma, tra i giallorossi esce Florenzi ed entra Iago Falque. In campo non c’è nemmeno un giocatore italiano. Ed è una delle partite di cartello della Serie A, con tanto di televisioni straniere al seguito.

SILVIO BERLUSCONI, CULTORE DEL MADE IN ITALY – Per fortuna ai giorni nostri c’è anche chi, invece, ha deciso di puntare forte sul Made in Italy. E lo sta facendo già da diverso tempo, visto che il progetto nacque ufficialmente, a livello mediatico, da una dichiarazione di febbraio di Silvio Berlusconi: “Il Milan del futuro sarà giovane, italiano e costruito possibilmente con i ragazzi del nostro vivaio”. Eccolo, l’alfiere del tricolore.

L’ARRIVO DI MIHAJLOVIC – Certo, i tempi sono cambiati: lì eravamo in piena epopea inzaghiana, ora l’allenatore è straniero. Un paradosso che viene subito ridimensionato se si guarda alla rosa di casa Milan, un progetto che poggia però su un altro paradosso: l’italianizzazione del club rossonero è stata possibile grazie all’avvento di Mr Bee, un magnate straniero, che ha riportato ad Arcore entusiasmo, voglia di vincere e progetti di rilancio.

TANTO AZZURRO – E poi c’è lui, Sinisa Mihajlovic, il sergente di ferro che ha sposato appieno questo pensiero: dunque, ecco arrivare in rossonero Alessio Romagnoli, Andrea Bertolacci e perfino il figliuol prodigo Mario Balotelli. E il Milan che, tra le big, diventa subito la squadra con più italiani. Ad Udine, ad esempio, gli italiani in campo furono ben sei (Calabria, Romagnoli, De Sciglio, Montolivo, Bonaventura e Balotelli), mentre in casa Inter di norma Davide Santon vaga ramingo come unico tra gli italiani titolari.
Senza dimenticare che in questa squadra, di fatto, gli stranieri indispensabili sono solo due: considerando l’avvento di Donnarumma (italiano) che ha preso il posto di Diego Lopez (straniero), non restano che il compagno di difesa di Romagnoli (Alex, Mexes o Zapata che sia) e Carlos Bacca.

TANTA VOGLIA DI BALOTELLI – Per gli altri ruoli, si privilegia il made in Italy allegramente: da Bertolacci ad Abate, Poli, Antonelli e Cerci, per una formazione che potrebbe votare anche totalmente all’italianità, con lo spostamento di De Sciglio al centro della difesa e il ritorno a pieno regime di Mario Balotelli in attacco. Anche se, ad oggi, privarsi di Bacca appare una pura eresia.
Anche sabato sera, nell’anticipo della 12esima giornata che metterà di fronte il Milan all’Atalanta a San Siro, i rossoneri scenderanno in campo con sette italiani: il made in Italy non passa mai di moda. Sperando possa rivelarsi una mossa vincente.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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