Expo e Coca-Cola: il padiglione diventa campo da basket

Mai sprecare risorse preziose. Insegnamento che trasmette pure Coca-Cola, il cui padiglione utilizzato dal sito Expo nella città di Rho si trasferisce al parco Robinson, fra le vie Moncuccio e La Spezia, per diventare dalla prossima primavera un campo da basket coperto.

COSI’ SI LASCIA IL SEGNO – A comunicare la nuova funzione che assumerà la struttura, presso il palazzo Marino si sono riunite varie personalità, compreso l’Assessore allo Sport e Tempo Libero Chiara Bisconti: Un campo di basket coperto a Milano è un sogno che si realizza. La nostra città è una delle capitali dello sport urbano con ben 120 campi pubblici. Averne uno con queste caratteristiche è una grande soddisfazione e lo è in particolare perché a goderne sarà un quartiere periferico. Credo che non possa esserci un lascito di Expo migliore di questo: un luogo che sarà vivo per dodici mesi all’anno e che inciderà profondamente sulla qualità della vita del quartiere. Grazie a Expo e grazie a Coca-Cola per questo loro regalo alla città”.

GLI ALTRI INVITATI – Fra i presenti figure di spicco della multinazionale in Italia quali il dg Evguenia Stoitchkova e il direttore delle relazioni istituzionali Vittorio Cino, insieme all’ex cestista Olimpia Dino Meneghin, lieto di ringraziare il Comune per l’iniziativa, e al direttore generale gestione Expo Piero Galli: “Un progetto, quello di Coca-Cola apparso subito lungimirante e coerente rispetto alle sfide lanciate dal tema ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’”.

UN AMPIO PROGETTO – L’intervento dell’azienda, pronta a farsi carico delle spese per il trasloco, coinvolgerà pure uno dei due campi già esistenti nell’area, soggetto al rifacimento, mentre l’altro verrà sottoposto a riqualificazione così da renderlo utilizzabile ai portatori di handicap. In più gli oltre 200mila tappi raccolti nel corso dei sei mesi di esposizione verranno spediti alla volta della Turchia allo scopo di supportare l’attività di 70 donne artigiane che trasforma oggetti di scarto in oggetti eco-chic. Prodotti uniti ad altri provenienti sempre da Paesi in via di sviluppo che hanno consentito di raccogliere per il loro sostegno oltre 40mila euro.

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