Monza – Piacenza 0-2: commento e tabellino
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Sogno infranto bruscamente per il Monza, riportato alla normalità da un Piacenza troppo forte come confermava già l’indiscussa leadership in classifica.

IL CUORE NON BASTA – I biancorossi provano ad approcciare l’incontro senza timori reverenziali, decisi a costruire trame sulle sponde di Soragna verso Grandi, tuttavia sempre colto impreparato. Gli emiliani non sono invece così clementi e Galuppini infila su corner la sfera proprio nell’angolino. Vantaggio firmato alla prima vera opportunità che non impedisce ai locali di continuare ad affrontare a viso aperto la sfida, nonostante la cattiveria negli ultimi metri impedisca reali chance.

UNA LEZIONE DA GRANDE SQUADRA – Il vero, grande divertimento viene conservato scrupolosamente per una ripresa, avviata sì a ritmi bassi, ma pian piano resa incandescente. Soragna mostra la personalità tanto chiesta dagli spalti con un destro, deviato da Sokoli di tacco, finito beffardamente sul palo. La fiducia nel recuperare la gara non manca mai, ma secondo il copione visto durante la prima frazione, alla minima occasione arriva la rete ospite. Contropiede innescato, Sokoli, ultimo uomo, trafigge Saber. Rosso al difensore e su punizione Taugourdeau chiude un match ormai senza più nulla da raccontare.

MONZA (4-3-1-2): Radaelli; Tripsa, Sokoli, D’Angelo, Cochis; Uliano (79’ Lombardi), Comentale, Palazzo; Capelli (87’ Medhoun); Soragna, Grandi (65’ Roveda). A disp. Ravetta, Cattaneo, Perini, Crespo, Ferrero, Molnar. All. Salvioni.
PIACENZA (4-3-3): Boccanera; Di Cecco, Silva, Sentinelli, Colombini (72’ Contini); Saber, Taugourdeau, Cazzamalli; Galuppini, Marzeglia (84’ Gherardi), Minincleri (85’ Testoni). A disp. Terzi, Cicognini, Battistotti, Mira, Pezzi, Ourrad. All. Franzini.
RETI: 23’ Galuppini, 70’ Taugourdeau
ARBITRO: Vitantonio Lillo di Brindisi
NOTE: Espulso al 70’ Sokoli. Ammoniti Capelli, Soragna, Uliano, Comentale, Palazzo per il Monza, Saber e Silva per il Piacenza.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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