Primo Scudetto Hockey Club Milano: accadeva l’8 marzo 1925
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Lo sport fa sentire tutti più vicini e alcuni successi sanno rendere fiero un intero territorio. Pure Milano, città tradizionalmente abituata a grandi soddisfazioni, ricorda con particolare orgoglio alcuni eventi come la vittoria del primo campionato italiano di hockey su ghiaccio.

LE CONTENDENTI – Sede stabilita il Palazzo del Ghiaccio meneghino, dove l’8 marzo 1925 viene assegnato in gara unica la Coppa Cinzano, messa in palio dalla Casa Vinicola Marone Cinzano. Due le squadre chiamate a darsi battaglia. Da una parte, a fare gli onori di casa l’Hockey Club Milano, sul versante opposto il Gruppo Sportivo Dolomiti di Cortina d’Ampezzo, mentre al Circolo Pattinatori del Valentino di Torino viene impedita la partecipazione alla finalissima. Scelto come arbitro per l’atto conclusivo Botturi I, giudicato, secondo le cronache dell’epoca, energico ed imparziale.

STRARIPANTE VITTORIA – Dinnanzi al caloroso pubblico intervenuto i beniamini locali si rivelano nettamente superiori in quanto a cattiveria agonistica e tecnica rispetto agli avversari, fattori decisivi nel superare una resistenza prevalentemente basata sulle buone capacità atletiche. Partiti secondo ottima intensità, l’incontro viene nel proseguo facilmente controllato fino a un 9-0 che non lascia chance di replica. Protagonisti nella giornata Decio Trovati e Guido Botturi, entrambi capaci di superare agevolmente la retroguardia nemica e mettere a segno 3 reti. Ad aggiungersi alla festa Luigi Redaelli con una doppietta che arrotonda il punteggio assieme al sigillo di Miletto Sancassani.

IL TEAM COMPLETO – Solo due anni più avanti, attraverso una manovra retroattiva, questa verrà considerata la prima edizione del massimo torneo nazionale. Ad aggiudicarsi il successo la seguente formazione: Guido Botturi – Enrico Calcaterra – Ambrogio Gobbi – Guglielmo Jervis – Leone Quaglia – Luigi Redaelli – Miletto Sancassani – Reto Trippi – Decio Trovati.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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