1.500 km di amore per lo sport: Diadora Make It Bright
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Vivere lo sport, da protagonista o da semplice spettatore, ma praticandolo in modo attivo. Una passione, alla quale dedicare tante ore al giorno o pochi minuti. Il tutto per la nostra salute, il benessere fisico e mentale ed uno stile di vita fatto di attività all’aria aperta.

Un’icona di stile, Diadora

E la vita che contraddistingue uno sportivo è quella facilmente riconoscibile da diverse cose: il sorriso sulle labbra durante l’attività e lo sforzo fisico, certo; ma anche e soprattutto il proprio abbigliamento. E tra le eccellenze italiane ce n’è una che, da 60 anni, veste gli italiani: Diadora. Atleti come testimonial, ma anche autenticità, innovazione e artigianalità: i tratti distintivi del brand sono proprio questi.

La campagna Diadora Make It Bright

Ma non un semplice brand e non un semplice acquisto. Perché anche il pagare un paio di scarpe e farselo mandare a casa può diventare un’esperienza di vita e di stile. Per questo motivo un semplice ordine può tramutarsi in una staffetta. E ordinando online un paio di Diadora N9000ITA, un cliente, senza saperlo, ha attivato il pulsante di avvio di una corsa unica. Una staffetta, per un paio di scarpe che ha percorso 1.500 km con 70 “postini” provenienti da 10 paesi diversi che si sono passati la scatola di scarpe partendo dalla sede Diadora di Caerano di San Marco fino alla destinazione finale di Barcellona. Dall’11 al 19 febbraio, per una consegna che ha avuto un grande risalto sui Social.

Il documentario

E ora che tutto è finito, si può rivivere l’esperienza attraverso un documentario on-line (qui il canale Youtube) sui canali social del brand. E sul sito makeitbright.diadora.com si parla con i corridori, per scoprirne tutte le caratteristiche e le peculiarità. Tutti a correre, per trovare gioia e felicità.

Buzzoole

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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