Inter: ipotecati gli incassi del prossimo campionato di Serie A

L’Inter ipoteca gli incassi del prossimo campionato di Serie A per poter avere soldi freschi e investire in sede di calciomercato. Sembra una battuta e invece non è così: la società nerazzurra, infatti, nella sua disperata ricerca di capitali, ha deciso di cedere abbonamenti e biglietti del campionato prossimo a una finanziaria di Singapore, la Indies special opportunities. Questo quanto appare dal bilancio 2015 del club nerazzurro, chiuso con 140 milioni di perdita netta e con 417 milioni di debiti.

Inter, vendere gli incassi della Serie A

La già citata azienda asiatica, per poter avere questi abbonamenti ha versato nelle casse dell’Inter poco più di 9 milioni di euro. Un’operazione “per fare fronte a esigenze di cassa”, si legge nei documenti ufficiali del club nerazzurro. Tecnicamente, nessun problema: è una normale cessione di crediti, maturati verso la Best union company, partner dell’Inter per la vendita al botteghino. Oltretutto, si tratta di una pratica già utilizzata in passato nella gestione di Massimo Moratti. Una prassi diffusa tra le società calcistiche, insomma.

Inter, soldi in entrata

Per l’Inter ci sono altri 20 milioni circa di crediti futuri, che arriveranno dalle cessioni di Shaqiri allo Stoke City e Kovacic al Real Madrid; soldi che saranno incassati senza rateizzazioni per l’intervento di una banca che ha anticipato l’intera somma. E così, come per magia, Erik Thohir avrà a disposizione circa 30 milioni di euro al di là di come finirà la stagione dell’Inter: la rimonta sulla Roma per il terzo posto, alias la qualificazione alla Champions League, è per ora ancora in itinere. Dovesse arrivare, si tratterebbe di una boccata d’ossigeno non indifferente.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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