Serie A baseball: Bollate, partenza con il botto

Parte con il piede giusto il Bollate nella seconda fase della serie A di baseball, dove batte i Red Sox Paternò 13-7 e 4-3. In totale il turno ha visto sei doppiette casalinghe in altrettanti incontri giocati. Padule, Ronchi dei Legionari, Imola, Godo, CUS Brescia e la stessa Bollate hanno infatti realizzato lo sweep ai danni dei rispettivi avversari, iniziando così nel migliore dei modi i propri playoff.

Bollate, partenza col botto

La serie tra le vincitrici dei gironi A e B della prima fase va al Bollate, che firma una doppietta di grande importanza ai danni dei Red Sox Paternò. In gara uno, sono gli attacchi a dominare, grazie alle 28 valide colpite. Il momento che decide la contesa è all’ottavo inning quando, sul punteggio di 7-7, i campioni in carica segnano ben 6 volte, ottenendo la vittoria. Nella seconda partita, terminata al primo extra-inning, i grandi protagonisti del match sono i 2 lanciatori partenti, Bisset per il Bollate (10 inning, 15 strike out e 6 valide subite, il vincente) e Perez (9.2 riprese, 18 strike out e 5 valide concesse per i Red Sox). Dopo il 2-2 nelle 9 riprese regolamentari, il Paternò realizza un solo punto, mentre il Bollate segna 2 volte, grazie a un lancio pazzo e al walk-off single di Marcandalli.

Serie A baseball, risultati e classifiche della seconda fase

GIRONE A

  • Padule – Collecchio 11-2, 2-1
  • Ronchi dei Legionari – Modena 9-6, 5-4
  • Imola – Castenaso 12-7, 7-1

La classifica: Padule, Ronchi dei Legionari e Imola (2 vittorie e 0 sconfitte), Collecchio, Modena e Castenaso (0-2)

GIRONE B

  • Bollate – Red Sox Paternò 13-7, 4-3 (10°)
  • Godo – Jolly Roger 6-2, 2-1
  • CUS Brescia – Macerata 7-6 (11°), 3-2 (11°)

La classifica: Bollate, Godo e CUS Brescia (2 vittorie – 0 sconfitte), Red Sox Paternò, Jolly Roger e Macerata (0-2).

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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