Olimpia Milano: il nuovo simbolo
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Nasce il primo logo ufficiale dell’Olimpia Milano: un pallone bianco in campo rosso, che ingloba un Duomo stilizzato. In mezzo “1936”, l’anno della fondazione. Sul bordo la scritta “Olimpia Milano”. Ripreso lo stesso simbolo celebrativo degli 80 anni, presentato a inizio 2016.

DIVERGONO LE REAZIONI

“Finalmente un logo!” dice qualcuno. Certamente un commento condivisibile poiché l’Olimpia non ha mai avuto uno stemma ufficiale. A molti tifosi biancorossi bastava tuttavia “Fiero il Guerriero”, il soldato che palleggia. L’effige, introdotta nel 1985 (ai tempi della Simac), è scomparso dalla scena nel 2009. Pure allora insorsero le polemiche, tanto accese da condurre il ritorno di Fiero al palazzetto nelle vesti di mascotte. Il pallone con il Duomo stilizzato ha quindi diviso i tifosi biancorossi, che hanno utilizzato i social per sfogare la loro delusione. “Brutto”; “Cos’è, un salvagente?”; “Non mi piace per niente”; “Rivogliamo Fiero il Guerriero”: questi alcuni dei commenti che vanno per la maggiore. Non è stata niente affato presa bene insomma dai fan dell’Olimpia la scelta di prendere la novità.

CERELLA ANCORA PER TRE ANNI

Cominciata nel frattempo la nuova stagione dell’Olimpia. Raduno al Forum di Assago, che da poco ospita anche la sede sociale. L’Armani svolgerà la prima parte della preparazione senza i nazionali (Macvan, Raduljica, Simon, Kalnietis e Dragic). Il 25 la squadra si trasferirà a Bormio. Presentazione ufficiale il 13 settembre alle ore 17. Un’annata che vedrà ancora in organico pure Bruno Cerella, additato tra i giocatori in partenza del team meneghino nel corso di questa estate. Mettendo fine ai pettegolezzi, la società ha trovato con lui un accordo triennale. “Mi sono sentito con tutti, senza polemiche – spiega Cerella – . Ci siamo chiariti, ora si riparte. La trattative e l’estate sono state complesse, ma alla fine sono felice di rimanere. C’era la possibilità di un prestito. Ora lotterò per giocare e divertirmi”.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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