Marco Fichera: “L’argento nella spada a squadre, il mio amore e le critiche”

Rio 2016 è appena conclusa, ma Marco Fichera ne conserverà per sempre i ricordi. Ultimo staffettista della squadra azzurra che ha vinto l’argento nella spada, si racconta a Vodafone Unlimited.

RESPONSABILITÀ

Deve essere stata una grande responsabilità essere il più giovane e tirare per ultimo
“Non è stato facile. Molto bello il momento in cui mi hanno detto ‘ti diamo questa responsabilità’ perché comunque l’ultimo staffettista è quello che si mette sulle spalle il peso del lavoro a volte della squadra che ti ha portato fino ad un determinato livello, ad un determinato punteggio e lì poi bisogna concretizzare. È andato quasi sempre bene in chiusura, quindi sono contento”.

LA FIDANZATA

Poi un paio di domande alla fidanzata: Questa medaglia è anche un pochino tua perché sopportare e supportare un fidanzato in un periodo così lungo, così delicato come l’Olimpiade non è proprio semplicissimo
“No, non lo è. Soffriamo la distanza però alla fine quando torna è come se non fosse mai partito. Mi racconta sempre tutto, si sfoga con me e alla fine troviamo l’equilibrio anche in questo”. Sapevi che avrebbe fatto comunque bene.. “Marco è la persona più consapevole dei propri mezzi che io conosca. Sa dove può arrivare e dove può spingersi. Va come un treno, non lo ferma nessuno”.

MARCO FICHERA E LE CRITICHE

Alcuni sostengono di essere rimasti delusi dalla scherma, che si poteva vincere molto di più. Sei d’accordo?
“No, nel senso che la scherma vi ha sempre abituati fin troppo bene – spiega Fichera -. Quest’anno è stata un’Olimpiade sugli standard. Mancava il fioretto femminile a squadre. Se Bolt deve lottare per vincere i 100 metri, vuol dire che Arianna Errigo può purtroppo non arrivare bene a una gara. Può capitare purtroppo al fioretto maschile di fare uno scivolone. Nessuno di noi arriva qui già con la medaglia al collo. Ce la siamo guadagnata, altri hanno fatto lo stesso, ma non vincono tutti. Fanno medaglia in tre ogni gara quindi qualcuno rimane per forza di cose fuori”.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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