Milano Quanta: la quarta Supercoppa della sua storia
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Arrichisce il proprio palmares Milano Quanta, con la quarta Supercoppa di sempre. Sconfitta, al termine di una gara praticamente impeccabile, la Zardini Etichette Cus Verona per 9-1.

UOMO IN MENO? NESSUN PROBLEMA

Decisamente intenso l’inizio dell’incontro. Entrambe le squadre provano a giocarsela senza timore. Dopo solo 2′ Milano subisce una penalità, ma impiega solo 36 secondi in inferiorità a sbloccare il risultato con Fabio Rigoni. Ristabilita la parità numerica la formazione locale aumenta le distanze, grazie a Ferrari che con un tocco morbido angolato non lascia scampo ad Alberti. Dal canto suo il Verona prova a rispondere e Carrer dimezza lo svantaggio, chiudendo una grande discesa di Ciresa. Molto fisica la gara, gli scaligeri non sfruttano un’altra superiorità.

MILANO PRENDE IL LARGO

Tengono costantemente alta la tensione i meneghini, determinati ad aggiudicarsi il trofeo. Dopo 11 minuti di gioco concretizza per intero una doppia superiorità numerica, allungando così nel risultato. Banchero nelle vesti di goleador, con due tiri dalla distanza e Comencini assistman. I padroni di casa conducono sul 4-1, i gialloblù si spengono e lasciano campo, fermati brillantemente da Mai. Prossimo a finire sul tabellino dei marcatori Andrea Bellini, che finalizza un’azione insistitata, contraddistinta da spettacolare passaggi al volo. Gli ospiti decidono dunque per il cambio di portiere prima della fine del tempo, inserendo Cavazzana al posto di Alberti.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa c’è una sola squadra in campo. Il Verona sembra non credere più nella rimonta e Milano va a nozze, segnando altre quattro reti con Ferrari, Lettera, Lievore ed ancora Banchero (tripletta). Da segnalare anche le espulsioni di Carrer e Belcastro. Milano Quanta apre la stagione da vincente, rimettendo le mani sulla Supercoppa dopo la sconfitta dello scorso anno contro il Cittadella.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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