Olimpia Milano, SerieA Beko, battuta anche la Juve Caserta
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Altra vittoria e imbattibilità in campionato conservata per l’ EA7. La squadra di coach Repesa rimane sempre in controllo e fa poco più di un allenamento contro la Juve Caserta. Qualche dubbio lo lascia la gestione delle rotazioni, lo staff tecnico di Milano, ha puntato forte anche per questa gara sui suoi uomini di punta relegando ai margini delle rotazioni giocatori come Fontecchio e Cerella. Una squadra con un roster così profondo e competitivo(almeno per la lega italiana) , dovrebbe ridistribuire maggiormente il minutaggio in campionato in vista degli impegni di Euroleage in modo da cercare di ridurre al minimo i rischi di infortuni e di avere le proprie stelle in forma nei momenti che contano.

Il match rimane in  equilibrio per soli 5 minuti; infatti è attorno a quel minuto che le scarpette rosse, guidate dal duo Abass/ Dragic, piazzano un parziale di 15- 0 che in pratica ammazza il match. Le cose si complicano ulteriormente per la Juve Caserta perchè Miroslav Radujica questa sera decide di scendere effettivamente in campo e pare inarrestabile sotto canestro. Per i Casertani, l’ unico che riesce leggermente a mettere in difficoltà la difesa Olimpia è Watt. Si arriva sulla sirena di fine secondo quarto sul risultato di 55- 36.

Nel terzo quarto Caserta in un sussulto d’ orgoglio cerca la rimonta e grazie il duo Czyz/ Bostic risale fino al – 10. L’ Olimpia non si scompone, Mclean riallunga e in pratica suona il de profundis sul match. Il quarto quarto è puro garbage time, serve solo per far aumentare le statistiche individuali dei singoli giocatori e a dar campo a chi è rimasto maggiormente ai margini delle rotazioni. La gara si chiude sul risultato di 100- 80.

MVP del match è Awudu Abass, per lui 21 punti, + 15 di plus/ minus e 28 di valutazione complessiva.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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