Danilo Gallinari al papà Vittorio: ”tu eri bravo, ma io sono meglio”
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Come ogni anno si festeggia, il 19 marzo, la festa dei papà, noi vogliamo raccontarvi gli auguri di Danilo Gallinari al padre Vittorio.

Danilo Gallinari: come è nata la passione per il basket

Danilo e Vittorio Gallinari sono accomunati da una sola cosa, la pallacanestro. il padre infatti era un cestista professionista che militava nell’Olimpia Milano, invece Danilo è la stella dei Denver Nuggets e della nazionale italiana da ormai vari anni.

La scelta di Danilo è stata influenzata dal padre che, vedendolo giocare capii subito che il basket era il suo sport, infatti in una recente intervista disse : “Tutto è iniziato quando avevo sei anni, mio padre giocava ancora a livello professionistico. Ho iniziato a vedere i primi allenamenti. Credo che la passione e l’amore per questo gioco sia iniziata in quei momenti”

Passione confermata anche dal padre Vittorio: “Il pallone che preferiva avere era quello da pallacanestro e non quello da calcio, come si usa in Italia abitualmente. Per cui abbiamo riempito la casa di piccoli canestri. Ogni anno li alzavamo sempre di più, fino ad arrivare al canestro di altezza naturale. Ha iniziato a battermi in 1vs1 quando aveva 16-17 anni. A quel punto ho smesso di giocare contro di lui. Quando attorno ai 14-15 anni molti scout delle squadre NBA sono venuti in Italia a vederlo, lì ho cominciato a capire che forse poteva avere un futuro in NBA e quando New York ha scelto Danilo per noi è stato veramente emozionante e inaspettato.”

Infine non puo’ non esserci un paragone fra i due cestisti, infatti danilo dice: “Era bravo anche lui, ma io sono un po’ meglio. Sono bravo a guadagnarmi i falli, lui era un gran difensore ma molto falloso. Avrei dovuto far presente agli arbitri questa sua caratteristica. Credo che non avrebbe avuto nessuna possibilità di battermi.”

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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