Olimpia Milano, Euroleague, sbancata Kaunas
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Con un roster ridotto ai mini termini e carichi di falli sin dalle prime battute, le scarpette rosse riescono ad ottenere la loro seconda vittoria esterna di questa stagione europea in quel di Kaunas. Gli uomini di coach Repesa, dopo 7 sconfitte consecutive, mettono sul parquet una prestazione tutta di cuore e trascinati da un ottimo Jamel Mclean, da un monumentale Cinciarini e dalla mano ferma dalla lunetta di Awudu Abass, si aggiudicano la gara.

Il primo tempo inizia con i padroni di casa che scappano via, i soliti problemi difensivi dell’ EA7 sul pick and roll consentono allo Zalgiris di trovare comode soluzioni da dietro l’ arco o facili lay-up; Il duo Pangos/ Lekavicius sembra inarrestabile per la difesa milanese. Milano resta attaccata al match grazie al lavoro dei suoi lunghi, Mclean e Macvan prima, un fantastico Dada Pascolo poi, trascinano l’ EA7 nella rimonta e la portano al suono della sirena dell’ intervallo lungo ad avere un solo possesso di svantaggio. Si va negli spogliatoi sul 41- 39.

Il secondo tempo vede sul parquet un’ Olimpia più in palla. Gli uomini di coach Repesa difendono in maniera più ordinata, evitano di prendere i soliti parziali in doppia cifra e grazie ad un Ricky Hickman ispirato e ad un Cinciarini sempre più leader in campo, portano la partita in perfetta parità fino al 39esimo. A quel punto l’ EA7 spacca il match, capitan Cinciarini( al settimo tentativo) infila la tripla del + 4, lo Zalgiris inizia a 45 secondi dalla fine a fare fallo sistematico, Cinciarini fa 2/ 4, la mano di Abass invece non trema, 4/ 4 e tentativo di rimonta lituano respinto. Il match si chiude con il risultato di 84- 88.

MVP del match, Andrea Cinciarini. Per il capitano di Milano, 17 punti( 3/ 6 da 2Pt- 1/ 7 da da 3Pt- 8/ 12TL), 4 rimbalzi( 1 offensivo), 4 assist e 15 di valutazione.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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