Olimpia Milano, LBA, che fatica la prima in casa

Vittoria sofferta nel debutto casalingo per l’ Olimpia Milano. Gli uomini di coach Pianigiani riescono ad avere la meglio di una combattiva Varese solo all’ ultimo secondo di una partita giocata male in cui non si sono visti ne movimenti senza palla ne ribaltamenti di lato in attacco ne una difesa decente.

Il primo tempo inizia con l’ EA7 che muove poco la palla in attacco ma che riesce ugulmente grazie al talento individuale dei singoli ad allungare su una Varese che da dietro l’ arco sembra infallibile( 4/6 da 3Pt a fine primo quarto). Il copione del primo tempo è pressochè sempre lo stesso; l’ OpenJob ribalta bene il lato in attacco e riesce a trovare buoni tiri, l’ Olimpia si innamora del pallone, si perde in palleggi inutili e riesce a trovare canestri dalle giocate dei singoli. Si arriva al suono della sirena dell’ intervallo lungo con Goudelock che infila un floater di puro talento stampando il risultato sul 39- 34.

Il secondo tempo inizia con una tripla di Micov a cui risponde immediatamente Varese con un mini parziale di 5- 0 costringendo coach Pianigiani a chiamare subito il primo time out del secondo tempo. Al ritorno sul parquet il copione non cambia, Milano resta statica e si aggrappa al talento dei singoli per restare avanti. Varese continua a micinare gioco e a 5 minuti dalla fine riesce ad impattare il match. Theodore riporta immediatamente i padroni di casa in vantaggio, ma ormai si gioca punto a punto. L’ EA7 non sfrutta due giri in lunetta e Varese ritorna in parità; il solito Jordan Theodore fa rimettere il naso avanti ai meneghini creado un mini break di 4-0. A 8 secondi dalla fine inizia la girandola dei falli sistematici, Mbaye è glaciale e fa 2/2 dalla lunetta vanificando ogni tentativo finale varesotto. Il match si chiude sul risultato di 74- 73.

MVp del match Jordan Theodore, per lui 21 punti e 18 di valutazione complessiva.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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