Chievo-Milan, Montella: “La vera scintilla la vorrei contro la Juve”
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Il Milan ha vinto 3-1 a Verona sul campo del Chievo, ma l’allenatore dei rossoneri Montella aspetta la sfida con la Juventus per testare le vere ambizioni della sua squadra.

Mercoledì 25 ottobre 2017, nel corso del programma “Serie A Live” in onda su Premium Sport, l’allenatore del Milan Vincenzo Montella dichiara:

Il risultato ci dà forza, convinzione e ambizione. Il gioco si vedeva nelle ultime partite, era solo questione di tempo: sono molto soddisfatto per la prestazione ma dobbiamo subito pensare alla prossima sfida. Non abbiamo il tempo per gioire, siamo già pronti mentalmente per la partita di sabato. Eravamo un po’ bloccati di testa, eravamo sotto pressione per le ultime gare dove ci è successo di tutto. Avevamo delle scorie addosso ma nella ripresa la squadra ha giocato in maniera più libera e intraprendente. Sono contento che i ragazzi dopo questa vittoria riusciranno a esprimersi in relazione al loro immenso talento.”

“La quadra ha dato a sé stesse delle risposte di alto livello ma non dobbiamo accontentarci: la vera scintilla la vorrei contro la Juve. Speriamo che i bianconeri ci sottovalutino un po’. Senza Bonucci squadra più quadrata? Si fa presto a dire questa cosa. Anche col Genoa abbiamo concesso poco e con l’Inter, con Bonucci in campo, abbiamo preso un gol su una ripartenza e uno su rigore. Vedo un progresso del gruppo sia con Bonucci che senza e questo mi rende fiducioso per il futuro. Possiamo criticare Bonucci per alcune prestazioni ma se lo discutiamo come giocatore dovremmo fare tutti un altro lavoro.”

La gara di Kalinic? Ha fatto una grande gara, è arrivato da noi non al top poi si è infortunato. Oggi è stato decisivo, è un giocatore forte. Pronti a salire sul carro dopo questi tre punti? No, questo è ancora un carrettino

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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