Si è svolta a Crema, nella splendida cornice rurale del Golf Crema Resort a pochi chilometri da Milano, la 18esima edizione degli Open d’Italia Disabili, la massima manifestazione golfistica per i giocatori paralimpici. Dall’11 al 12 ottobre ventinove golfisti paralimpici di varie nazionalità sono stati i protagonisti di una competizione nella quale la Federazione Italiana Golf ha confermato e consolidato la propria attenzione e vicinanza al mondo della disabilità. Un impegno concretizzatosi nel tempo attraverso i raduni e gli allenamenti specifici organizzati dal proprio staff tecnico. Il torneo è inserito nel circuito EDGA (European Disabled Golf Association). Una due giorni su una distanza di 36 buche complessive che ha visto primeggiare, per la quarta edizione consecutiva, lo svedese Joakim Björkman. A valorizzare questa edizione degli Open d’italia Disabili è stata soprattutto la partnership tra la Federazione Italiana Golf e Sanofi Genzyme, divisione specialty care dell’azienda farmaceutica specializzata in malattie rare. Una partnership frutto della condivisione dei valori del Progetto Ryder Cup 2022, che ha nell’inclusione sociale uno dei suoi punti cardine.

Open d’Italia Disabili, golf sport aggregante

Piena soddisfazione da parte di tutti i partecipanti. I concorrenti si sono sfidati in un clima di grande fair play e amicizia, pur nel rispetto della sana rivalità agonistica, uniti dalla grande passione per il golf. “Questa edizione degli Open d’Italia Disabili rafforza il messaggio del golf come sport inclusivo ed aggregante – afferma Gian Paolo Montali direttore generale del Progetto Ryder Cup 2022 – permettendo anche alle persone che convivono con una disabilità di mettersi in gioco in una competizione internazionale di prestigio. L’attenzione verso il settore paralimpico si conferma uno dei punti focali del Progetto Ryder Cup 2022. Siamo fieri di aver compiuto un passo importante verso lo sviluppo di una Nazionale Italiana Disabili

Progetto Ryder Cup 2022, valorizzazione del territorio e creazione di una cultura golfistica 

Siamo felici di essere stati presenti su questo territorio –prosegue Gian Paolo Montali – Ogni qualvolta ci viene chiesto di mettere la bandierina della Ryder Cup portando valore al territorio siamo molto soddisfatti. Essere venuti a Crema quest’anno e aver fatto conoscere una struttura importante con un campo a 18 buche aperto a chiunque voglia provare questo sport è per noi un passo importante per la crescita del progetto che si pone come obiettivi la valorizzazione del territorio e lo sviluppo del turismo golfistico. Abbiamo davanti un percorso lungo dodici anni attraverso il quale far crescere il golf e sviluppare una cultura golfistica

Federazione Italiana Golf e Progetto Ryder Cup 2022, inclusione sociale obiettivo prioritario

“Riuscire a trasmettere l’idea – specifica Gian Paolo Montani – che i portatori di disabilità possono praticare il golf è il nostro obiettivo. Per Federazione Italiana Golf e Progetto Ryder Cup 2022 è motivo di grande orgoglio aver organizzato un evento come gli Open d’Italia Disabili che ha dimostrato come l’inclusione sociale, a tutti i livelli, sia un obiettivo prioritario. Attraverso queste persone vogliamo creare cultura. Devono essere il valore aggiunto per questa disciplina. Operiamo su tanti fronti, l’inclusione sociale è uno dei temi principali sui quali lavoriamo con questo progetto. In dodici anni si giocheranno in Italia 97 tornei. Abbiamo l’ambizione di portare giocatori portatori di disabilità a giocare alla pari con i normodotati. Per realizzare ciò svilupperemo una campagna di informazione nelle scuole con lo scopo di  avvicinare le famiglie dei portatori di disabilità a questa disciplina ed incentivare i ragazzi a cimentarsi sui campi di golf, su invito dei circoli

Open d’Italia Disabili, grande supporto di sponsor e partner ai progetti della Federazione Italiana Golf

Un progetto, quello della Federazione Italiana Golf, accolto con entusiasmo e condiviso da molti. “Senza il supporto di partner e sponsor- continua Gian Paolo Montali – non sarebbe stato possibile realizzare questa edizione degli Open d’Italia Disabili. Mi riferisco a Sanofi Genzyme per la disponibilità a condividere il progetto ed al presidente del circolo di Crema Fabrizio Gargioni che ha messo a disposizione per questo evento un campo in condizioni ottimali. Oltre a Infront, il nostro advisor per il progetto Ryder Cup, che ha dimostrato, in occasione di questo Open d’Italia Disabili, una sensibilità particolare in linea con la politica di spending review della Federazione. Infine un sentito ringraziamento al settore tecnico della Federazione Italiana Golf che ha condiviso il nostro impegno nella organizzazione di questa ed altre manifestazioni di inclusione sociale. Desidero infine complimentarmi con tutti i giocatori paralimpici in gara: la loro passione per il golf è la miglior dimostrazione di quanto sia speciale questo sport

Federazione Italiana Golf e Sanofi Genzyme, insieme per pronuovere l’inclusione sociale 

Questa edizione degli Open d’italia Disabili, si è disputata all’insegna della neonata partnership tra Federazione Italiana Golf e Sanofi Genzymeazienda farmaceutica specializzata in malattie croniche e rare. per promuovere l’inclusione sociale. Una condivisione di valori e di progetti destinata a  proseguire nel futuro. “La partecipazione a questa edizione degli Open d’Italia Disabili – afferma Marcello Cattani, Direttore della Divisione Oncologia di Sanofi Genzyme – è stata per noi una grande opportunità della quale ringraziamo la Federazione Italia Golf. Come azienda farmaceutica che sviluppa e commercializza farmaci nel settore delle patologie croniche, abbiamo da sempre nella nostra mission istituzionale una particolare attenzione verso i portatori di disabilità. Sono molte le iniziative che portiamo avanti per favorire una migliore qualità di vita alle persone affette da patologie complesse e invalidanti. Ci è quindi sembrato naturale sostenere questo evento, che permette anche ad atleti paralimpici di mettersi in gioco in una competizione sportiva di così alto livello, favorendo il percorso di avvicinamento del portatore di disabilità alla normalità e alla partecipazione attiva.Percorso immediatamente condiviso con la Federazione Italiana Golf della quale abbiamo apprezzato la grande professionalità nel sostenere manifestazioni che, come gli Open d’Italia Disabili, favoriscono l’inclusione sociale”

Un impegno totale, a fianco dei portatori di disabilità e delle loro famiglie

Ho accolto con piacere la proposta del Direttore Montali di essere sostenitori quest’anno degli Open d’Italia Disabili – sottolinea Enrico Piccinini, general manager di Sanofi Genzyme – È motivo di soddisfazione e orgoglio aver potuto contribuire a una manifestazione che ha reso questo sport accessibile a tutti, anche a chi convive con una disabilità. Un impegno che non si esaurisce nella ricerca e nella produzione di terapie. “Per noi questa collaborazione è un punto di partenza -conclude Marcello Cattani – per restituire alla comunità qualcosa di tangibile. Auspichiamo di poter continuare con loro anche nei prossimi anni

Cuore e passione, molle fondamentali 

Molto positivi i feedback ricevuti nel corso di questa eduzione degli Open d’Italia Disabili “Sia da parte dei portatori di disabilità che hanno definito l’esperienza entusiasmante – sottolinea Gian Paolo Montali – sia da parte dei normodotati che si sono resi conto dell’abilità e destrezza dei disabili. Nella vita ci sono due molle fondamentali: il cuore e la passione. Chi vede queste persone partecipare con tanto impegno e giocare con tanta abilità riscopre ciò che normalmente siamo portati a dimenticare. I risultati sportivi non si ottengono per grazia ricevuta

Il golf come terapia per tornare alla vita, la storia di Edoardo Biagi

Nato normodotato, oggi è un atleta paralimpico. Tornato a giocare a golf dopo essere stato colpito qualche anno fa da un tumore spinale che gli ha fatto perdere la sensibilità nella parte destra del corpo. Si chiama Edoardo Biagi ed è uno dei partecipanti a questa edizione degli Open d’Italia Disabili. “Ho iniziato a giocare a golf nel 2008 – ci spiega lo stesso Edoardo Biagi – Nel 2010 sono stato colpito da una forma di tumore al midollo spinale. Dopo mesi di ospedali e terapie riabilitative ho ripreso a giocare, incoraggiato dal mio maestro di golf e da un amico. Il golf ha fatto più di tante terapie. Ho ritrovato me stesso. E sono tornato a giocare insieme ai normodotati. Tre anni fa ho partecipato agli Open d’Italia. Una straordinaria occasione di incontrare e confrontarsi con persone che fanno cose incredibili che non pensavi potessero fare. E’ per me oggi motivo di orgoglio vedere i normodotati stupirsi delle cose che noi portatori di disabilità possiamo fare. Nessun altro sport, come il golf, permette di far giocare alla pari chi ha un deficit fisico con chi sta bene. Complimenti e ringraziamenti ti rendono consapevole di essere riuscito a trasmettere qualcosa. Senza dimenticare che nel golf la prima sfida è prima di tutto con sé stessi

I progetti per il futuro, i portatori di disabilità sempre più protagonisti

Tanti ed ambiziosi i progetti della Federazione Italiana Golf per i prossimi anni che avranno i portatori di disabilità sempre più protagonisti. Per crescere nel futuro anche a livello internazionale  “Con il Progetto Ryder Cup 2022 – spiega Alessandro Rogato, Direttore Tecnico delle squadre nazionali – la Federazione Italiana Golf si è impegnata in una operazione di avvicinamento da parte ti tutti, normodotati e non, alla pratica del golf. La sensibilità della Federazione Italiana Golf al mondo della disabilità è dimostrato non solo da questa edizione degli Open d’Italia Disabili ma dall’organizzazione del Campionato Non Vedenti, svoltosi la scorsa settimana, e dalla creazione di uno staff tecnico dedicato ai portatori di disabilità. Vogliamo coinvolgere un sempre maggior numero di portatori di disabilità nella vita della squadra Nazionale. Il confronto diretto nei corsi tecnici tra portatori di disabilità e normodotati favorisce uno scambio reciproco. I portatori di disabilità acquisiscono una consapevolezza nelle loro possibilità alle quali prima non credevano e riescono così a superare,con volontà straordinaria, i loro deficit. I normodotati capiscono cosa voglia dire avere volontà. Per arrivare ad avere una Nazionale paralimpica che possa competere all’estero, dove già esistono gare internazionali dedicate ai paralimpici del golf. ”

La prima volta del Golf Crema Resort, per far scoprire il golf nel territorio

A rendere unica la manifestazione anche la splendida cornice rurale del Golf Crema Resort.  Per la prima volta ospitante una edizione degli Open d’Italia Disabili. “Abbiamo aderito con entusiasmo – dice Italo Mariani, segretario del golf club – a questa iniziativa della Federazione a favore del mondo della disabilità. Orgogliosi che abbia voluto disputare gli Open d’Italia Disabili nella nostra struttura. Iniziative come questo aiutano l’intero movimento a crescere. E a sfatare il falso mito del golf inteso come sport elitario. Il golf si rivolge a tutti, senza esclusione. Ed è accessibile più di quanto si creda, al di là di difficoltà legate ad un momento difficile per tutti e ad una certa complessità tecnica. Il contributo della Federazione è, in quest’ottica, fondamentale per migliorare l’approccio culturale a questa disciplina ed agevolare i circoli nella loro opera di sensibilizzazione di uno sport che per troppo tempo è stato considerato privilegio di pochi” Grazie alla collaborazione del Comitato Regionale Lombardia della Federazione Italiana Golf, il Golf Club Crema ha ospitato una postazione di prova gratuita per esercizi di swing con l’assistenza di personale tecnico. Nella giornata conclusiva il circolo lombardo ha ricevuto  alcuni ragazzi dell’associazione Anfass di Crema che, dopo essersi cimentati con bastoni e palline, hanno seguito il torneo con grande attenzione ed entusiasmo.

Francesco A. Bellini
elcipe21@gmail.com

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