Milan: la rinascita di Biglia

Il calcio dimentica in fretta, salvo poi ogni tanto tornare sui propri passi e fare mea culpa. Capita che Lucas Biglia arrivi il 16 luglio 2017 al Milan con l’etichetta di bidone, giocatore finito. E capita che la sua prima stagione trascorra tra alti (pochi per la verità) e bassi (molti).

Biglia, giocatore bidone?

Tra critiche per il costo eccessivo del cartellino di un 32enne in scadenza di contratto ad un anno di distanza (22 milioni più bonus alla Lazio, 3,5 milioni all’anno più bonus per 3 anni al giocatore) e l’etichetta di vero e proprio equivoco del calciomercato della premiata ditta Fassone-Mirabelli. Ora, però, a 15 mesi di distanza tutto sembra cambiato: Biglia che diventa importante, fondamentale per lo scacchiere tattico di Gattuso. Un giocatore che sbaglia la prima gara, l’unica persa finora dal Milan (il 2-3 subito a Napoli, non sarà un caso), viene giudicato per poi essere nuovamente osannato.

Il rilancio con Gattuso

Di certo è inimmaginabile pensare che un atleta possa disimparare a giocare: «L’anno scorso è stato duro per diversi motivi – ricorda l’argentino – quest’anno fin dal primo giorno in estate ho cercato la mia rivincita. Devo ringraziare chi mi ha dato un’altra opportunità, mi sono sentito più a mio agio». Il riferimento a Gattuso, Maldini e Leonardo non è nemmeno così velato: perché la società, in estate, aveva anche sondato qualche alternativa (Badelj su tutti), salvo poi decidere di fidarsi nuovamente dell’ex Lazio: «Ho avuto diversi problemi ma non cerco alibi – prosegue – il Milan mi ha dato un’altra chance, da altre parti dopo una stagione deludente ti cedono in prestito o prendono un’alternativa più forte nel tuo ruolo. Ringrazio Gattuso e la società per avere creduto in me».

L’addio di Bonucci

Di certo l’addio di Bonucci ha permesso a Biglia di crescere: con il difensore juventino in squadra l’equivoco tattico su chi dovesse impostare l’azione era evidente. E soprattutto, Biglia era stato chiesto per giocare con quale modulo? Ora, con una preparazione alle spalle, un tecnico che lo conosce già da un anno e senza la presenza di Bonucci, le sue prestazioni migliorano a vista d’occhio. E il derby del prossimo 21 ottobre potrebbe davvero rappresentare la svolta, per lui e per il Milan: «L’Inter è in forma ma noi siamo in fiducia – ricorda – i derby si vincono e questo è un bivio Champions, sono punti importantissimi contro una diretta concorrente». Vincere potrebbe dare un’iniezione di fiducia: «Questo è un buon momento per noi e dobbiamo sfruttarlo, ma ci manca ancora qualcosa, un po’ di cattiveria e la capacità di gestire gli incontri»Il derby sarà anche sfida tutta argentina tra i suoi connazionali Higuain e Icardi: «Gonzalo è devastante – conclude Biglia – voleva giocare con Suso, me lo ha confessato l’anno scorso. Meglio Higuain o Icardi? Saranno i migliori giocatori del derby, due grandi numeri 9; ma a noi interessa solo cosa fa Gonzalo».

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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