“Le 98 ragioni per cui vado in bicicletta”, racconto per ciclisti inconsapevoli
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La bicicletta, piacere insostituibile. Da coltivare ogni giorno. Ne è convinto Martin Angioni, ex numero uno di Amazon Italia. Figlio di Paolo Angioni, medaglia d’oro olimpionica di equitazione nel 1964, ha mantenuto il legame con la sella. Quella della bicicletta, però. Ciclista appassionato, nel suo libro “Le 98 ragioni per cui vado in bicicletta”,edito da Utet, ci spiega la sua vita in bicicletta. In 98 capitoli che sono 98 brevi racconti ci fornisce altrettante ragioni per innamorarsene. E scoprire che la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto. E’ anche uno straordinario strumento di conoscenza ed interpretazione. 98 viaggi alla scoperta di luoghi insoliti e semisconosciuti per ritrovare un punto di vista diverso e rilassato con il quale osservare, fuori e dentro di noi. E riscoprire noi stessi.

Le 98 ragioni per cui vado in bicicletta, racconto per ciclisti inconsapevoli

Un racconto che si snoda attraverso la bellezza dei luoghi, i benefici fisici e mentali che la bicicletta ci può regalare, la soddisfazione nel raggiungere traguardi sempre più importanti, la consapevolezza della pratica sportiva, il valore essenziale della fatica. Intrecciando spunti filosofici e citazioni letterarie, compie un viaggio nel viaggio. Alla scoperta di esperienze mai fatte. Con la bicicletta ad accompagnarlo in questo percorso, ogni giorno della sua vita. Tutto questo è “Le 98 ragioni per cui vado in bicicletta” Un libro scritto per invogliare altri “ciclisti inconsapevoli” a salire in sella e partire per un viaggio ricco di sorprese. Perché,- come dice Martin Angioni- “quando sali in bicicletta comincia l’avventura e non sai cosa può succedere” A seguire l’intervista.

Esperienze vissute in bicicletta, autentica caccia al tesoro

Il libro è nato dall’amore per la bicicletta e dalle tante ore passate in bicicletta. – ci racconta Martin Angioni E’ un libro che parla di esperienze vissute andando in bicicletta. In questo senso è autobiografico anche se non dimentico di parlare di allenamenti, alimentazione, benefici sulla salute, educazione sportiva. 98 brevi racconti nei quali narro di viaggi incredibili e della scoperta di luoghi meravigliosi. Quasi fosse una caccia al tesoro. Da abbazie a chiese abbandonate, da castelli a monasteri, da boschi e giardini ad antiche strade. Spesso sconosciuti, spesso vicino a noi. A Settala, per esempio, c’è la Strada del Duca che arriva alle sorgenti del canale Muzza. Mi chiedo quanti a Milano la conoscono. Per non parlare poi delle abbazie che si trovano nel Sud Milano e dell’intero sistema dei Navigli che pochi milanesi sanno essere nove. Siamo circondati da una storia molto ricca ed andare in giro in bicicletta è un modo bellissimo per approfondirla

La bicicletta a Milano, quanta differenza dalle altre città europee

Abbiamo la fortuna di vivere in un paese con molti centri storici poco battuti dalle macchine – sottolinea Martin Angioni – A Milano abbiamo parchi e qualche troncone di piste ciclabili che permettono di attraversare la città abbastanza agevolmente. Anche se, a onor del vero, siamo lontanissimi da quanto avviene in altre città estere. Sono per metà tedesco ed ho vissuto a lungo in Germania. Monaco di Baviera e Milano per tante cose si somigliano ma non per il modo di vivere la bicicletta. Se a  Milano ci dobbiamo accontentare di tronconi di piste ciclabili, a Monaco di Baviera c’è addirittura un problema di sovrabbondanza di biciclette. Tanto da rimanere frequentemente imbottigliati tra code di ciclisti, alcuni con biciclette cargo per accompagnare i figli a scuola. Le piste ciclabili costruite 20/30 anni fa non bastano più. In Olanda e Danimarca poi il traffico delle biciclette ha raggiunto dimensioni impressionanti. Basti pensare che ad Utrecht esiste il più grande parcheggio d’Europa ad esse riservato, ben 12500 posti!

Riportare alla luce l’antico tracciato dei Navigli, nuovo spazio per le biciclette

Inutile nasconderlo, si tratta di un problema culturale. In Germania sono molto sensibili al tema ecologico ed il traffico di automobili e biciclette sono separati. Sarebbe bello se venissero riaperti i Navigli riportando alla luce l’antico tracciato. Con gli antichi canali per farci passare le biciclette. Togliere spazi alle macchine per regalarlo alle biciclette. Cosa che peraltro già succede a Parigi, Londra, New York. Nel parco antistante al Planetario di Milano passano circa 2500 biciclette al giorno. Sul ponte di Brooklyn a New York, che non è propria la città più amica della bicicletta, ne passano ogni giorno più di 100.000! Ben altri numeri. Nei paesi anglossassoni la bicicletta sta addirittura rubando appassionati al golf. Cyclyng is the new golf, recita una copertina della rivista The Economist. Se in Italia tutti la usassero un po’ di più, la nostra città sarebbe molto più divertente. E l’Italia una magnifica scoperta. Mi auguro che questo libro invogli qualche lettore a farlo. Perché quando si va in bici parte l’avventura e non sai mai cosa succede

La bicicletta, sempre più una compagna di vita

Sono figlio di un ex campione olimpionico di equitazione. Inevitabile che avessi cominciato ad andare a cavallo. A 16 anni però subii una caduta e decisi di non continuare a causa dei danni riportati alla schiena. Evidentemente però una sella faceva parte del mio destino. Fu così che mio papà, anche su consiglio del medico, mi regalò una bicicletta. Una bicicletta Benotto, ricordo. Allora vivevo a Torino dove tra l’altro si trovava un negozio proprio della Benotto. Cominciai così a frequentarlo e mi avvicinai al gruppo sportivo. Spinto anche dai consigli del medico cominciai a gareggiare, con conseguenti benefici. Oggi, senza peraltro aver abbandonato le corse, la bicicletta è per me diventata una compagna di vita quotidiana. Per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, svagarmi nei fine settimana, fare viaggi. La bicicletta si può interpretare in mille modi. Oltre la pratica agonistica. Senza code, senza stress

In giro per l’Italia e per l’Europa con ASD Cassinis

Faccio parte della Associazione Sportiva Dilettantistica ASD Cassinis, la più numerosa associazione ciclistica amatoriale di Milano. Circa 280 associati.- conclude Martin Angioni – Un centinaio di noi si trova regolarmente durante l’anno a fare le gare. Altri si organizzano per uscite infrasettimanali. Ci alleniamo durante la settimana con partenza da Milano. Verso sud, direzione Ticino, Morimondo, Abbiategrasso, Vigevano. Oppure verso nord, i colli della Brianza. Nel fine settimana capita di arrivare anche più lontano, sul Lago Maggiore, sul Lago di Garda, sul Lago d’Iseo. La Transverdon, una traversata dal Col d’Allos a Manosque in mountain bike della durata di quattro giorni, è una delle esperienze più belle mai fatte in bicicletta. Partecipiamo a gare sia in Italia che in Europa. Spaziando dalle gare che si svolgono sull’arco alpino per arrivare in Svizzera con la Gran Fondo del San Gottardo oppure in Germania o Francia. Tanti bei posti facilmente raggiungibili da Milano in tre/quattro ore di macchina. Andando in bici si capisce ancora meglio perché gli antichi avessero chiamato la nostra città Mediolanum. Siamo veramente al centro di una regione con scenari incredibili. Secondo me è uno dei posti più belli al mondo. Siamo ciclisti fortunati!”

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