Il palcoscenico è sempre lo stesso, lo Sporting Milano 3 di Basiglio. E pure l’obiettivo resta invariato: conquistare la wild card che assegna un posto nelle Next Gen Atp Finals che si giocheranno al Polo Fieristico di Rho dal 6 al 10 novembre. Ciò che cambia, almeno in parte, è la griglia dei protagonisti. I dieci giorni Next Gen ripartono ufficialmente con le partite delle qualificazioni in programma nel fine settimana da venerdì 2 a domenica 4 novembre, e partono da loro, dagli italiani del futuro. Da otto under 21 che sono stati capaci di vivere un’annata brillante nei circuiti minori (Challenger e Futures) e che allo Sporting si daranno battaglia testando una volta di più le nuove regole. Tra queste: i tre set su cinque al meglio dei quattro game (e tie-break sul 3-3), e inoltre no-let sul servizio, no-ad, coaching libero, shot clock, pubblico libero di entrare in tribuna anche durante il gioco. Tre dei protagonisti azzurri avevano già provato questa esperienza elettrizzante dodici mesi fa. Si tratta del pugliese Andrea Pellegrino e dei laziali Riccardo Balzerani e Liam Caruana, quest’ultimo entrato negli otto a pochi giorni dalla chiusura dell’entry list. Nel 2017 erano i più giovani, giocavano senza pressioni ma furono capaci di lasciare una buonissima impressione. Stavolta hanno un obiettivo più ambizioso, quello di vincere il torneo preliminare (che mette sul piatto 25 mila euro di montepremi) e dunque approdare all’evento di Rho, insieme ai migliori coetanei del pianeta.

Impresa affatto facile, perché gli altri cinque sono pronti a vendere cara la pelle. Si tratta del novarese Giovanni Fonio, del romagnolo Enrico Dalla Valle, del napoletano (trapiantato in Spagna) Raul Brancaccio, del padovano Luca Gacomini e del romano Jacopo Berrettini, fratello minore di Matteo e deciso a riuscire in quell’impresa mancata lo scorso anno dal più forte della famiglia, che fu fermato all’esordio da un ottimo Filippo Baldi. Due le novità rispetto alla passata edizione. La prima è la superficie, che stavolta sarà la stessa utilizzata a Rho per i due gironi e le fasi finali del torneo principale. Una riduzione della velocità rispetto al passato, che porterà probabilmente a un maggiore equilibrio, e di conseguenza a uno spettacolo più divertente per il pubblico, atteso da tutta la Lombardia e non soltanto. La seconda novità è la regola che impone ai giocatori di prendersi da soli l’asciugamano, senza il supporto dei raccattapalle. Che può sembrare una vicenda marginale, ma in realtà è da tempo oggetto di discussione tra gli addetti ai lavori che ogni giorno frequentano il circuito. La macchina organizzativa dello Sporting Milano 3, con Sergio Palmieri direttore dell’evento, è ormai rodata, ed è pronta per accogliere nuovamente una kermesse che mostrerà agli appassionati il futuro del tennis italiano. Per chi non riuscirà nell’impresa, non sarà una bocciatura ma un’esperienza utile alla crescita. Per chi arriverà in fondo, si apriranno le porte di un sogno, quello che nel 2017 visse il marchigiano Gianluigi Quinzi: godersi una settimana da star, insieme ai vari Tsitsipas, Shapovalov, De Minaur e compagnia. Capire quanto sono distanti e strappare loro qualche segreto. Nella speranza di essere parte della generazione che si andrà a spartire i titoli che contano.

Redazione Tennis
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