La prima edizione di Milano Boxe Night svoltasi alla palestra Forza e Coraggio lo scorso 20 ottobre è stato un autentico successo. A restarne entusiasti non solo l’organizzatore Vincenzo Ciotoli, gli sponsor e gli atleti partecipanti. Lo è stato anche il pubblico per aver assistito ad incontri belli e combattuti. Soprattutto veritieri. A distanza di una settimana abbiamo raccolto le testimonianze di chi quell’evento lo ha vissuto minuto dopo minuto. Le loro aspettative, le loro preoccupazioni, le loro soddisfazioni per aver raggiunto risultati importanti. Sportivi e non. Risultati che vanno oltre il quadrato del ring. Frutto spesso di grandi sacrifici e di un modo schietto di intendere la vita. Nel gruppo c’è anche chi in Italia ha trovato occasione di riscatto costruendosi un percorso importante a livello umano, professionale, sportivo. Abbiamo scoperto un gruppo di atleti che hanno fatto della condivisione la loro arma vincente. Riuniti attorno alla figura del loro maestro, nel quale ripongono una fiducia pressoché totale. Perché sanno che non li tradirebbe mai. Un’aria di famiglia, che si respira anche durante gli allenamenti. Pur non trattandosi di un gioco. Spesso il loro approccio alla boxe è stato casuale ma proprio per questo ne hanno apprezzato il valore. Perché hanno scoperto quanto questa disciplina possa aiutare a crescere anche, e soprattutto, come persone. Perché nella boxe non si può mentire a sé stessi. Come nella vita.

Edoardo Del Vecchio, il “dottore” che imbraccia i guantoni

Edoardo Del Vecchio, classe 1988. Nato a Milano e cresciuto in Brianza. Una laurea in giurisprudenza, ricopre il ruolo di Direttore Amministrativo in una clinica. Nella prima edizione di Milano Boxe Night ha conquistato laccesso alla finale WBC-IFP pesi welter.Mi sono avvicinato tardi alla boxe, prima ho giocato a calcio. Come terzino, nel GS Vedano. Fino a 17 anni. Poi un infortunio mi ha costretto a smettere. Fu così che un giorno ho accompagnato un amico ad una lezione di pugilato all’Accademia Europea. Nel 2008 inizio per poi passare, di lì a poco, alla carriera dilettantistica. Allora mi allenavo alla palestra Ursus. Nel 2015 con Forza e Coraggio 1870 il salto alla carriera professionistica. 11 match dei quali 8 vinti. Sabato 20 ottobre è stata per me l’occasione di imprimere una svolta alla mia carriera. Arrivare in finale per conquistare la cintura WBC-IFP. Traguardo raggiunto grazie ad una buona tecnica difensiva” L’emozione per l’importanza dell’incontro si fa comunque sentire per Edoardo Del Vecchio. “Ho iniziato contratto, nelle prime tre riprese ho pagato l’emozione. E il fatto di aver ripreso a combattere a distanza di sei mesi. Sono comunque riuscito a prendere le misure al mio avversario ed a concludere il match vittoriosamente. Una grande soddisfazione, ottenuta in una serata bellissima. Realizzare una riunione di pugili come Milano Boxe Night con un grande successo di pubblico e riscontri anche economici favorevoli per tutti, pugili compresi, non è cosa facile. Merito all’organizzazione. Vorrei ripagare tutti con una vittoria nella finale, nella mia testa ho già il match che devo affrontare

Samir El Kadimi, marocchino solo di nascita.

Anche se di origine marocchine è italianissimo. Nato in Italia, dal 2015 ha la doppia cittadinanza. Si chiama Samir El Kadimi, classe 1988. Nel suo match ha sfiorato la vittoria, mancata solo per un conteggio.Ho iniziato tardi a boxare, nonostante mio padre sia stato sempre appassionato di boxe. Una scelta maturata solo nel 2013. Trascinato da mio fratello più piccolo che già boxava e si allenava in Forza e Coraggio.Comincio ad allenarmi con lui, a 25 anni compiuti. Inizialmente con un corso amatoriale. Tre allenamenti alla settimana per tre mesi. Gli inizi sono molto positivi, l’anno successivo esordisco tra i dilettanti. Nel giro di un biennio, dal 2015 al 2016, vinco due Coppe di Lombardia e le selezioni regionali 2016 per accedere ai Campionati Nazionali. Campionati nei quali ottengo il secondo piazzamento. Così, passo dopo passo, mi avvicino al grande momento. Per entrare tra i professionisti” Milano Boxe Night è per Samir El Kadimi la grande occasione.Sono cresciuto tecnicamente, gradualmente sono maturato. Oltre ad essere più convinto rispetto a due anni fa quando non nutrivo molte aspettative. Mi sento cambiato, mi muovo di meno per portare colpi più secchi. Mi è sembrato quindi naturale cimentarmi tra i professionisti. Riconosco però che l’impatto è diverso. Diversi gli allenamenti e la tipologia di strumenti in dotazione. I guanti sono più piccoli, offrono una minore copertura. Sei più esposto ai colpi dell’avversario, più secchi e potenti rispetto a quelli dei dilettanti. Senza contare il numero maggiore di riprese. Milano Boxe Night mi ha comunque offerto l’occasione di debuttare da professionista”. L’esordio ha un risvolto amaro, un conteggio subito nel secondo round gli nega la vittoria. “Il mio avversario ed io ci siamo studiati a lungo, nel primo round l’ho controllato con il mio job. Lui ha risposto con una raffica di ganci che mi ha deconcentrato. Nel secondo round sono partito male, un gancio a mano aperta mi ha fatto cadere a terra. E subire un conteggio. Ho un carattere forte ed equilibrato, sono,nonostante questo episodio, riuscito a riprendere il controllo del match. Il mio avversario si è difeso bene ma io ho concluso sempre positivamente gli altri round. Se non fosse stato per quel conteggio probabilmente avrei vinto. Una lezione per il prossimo incontro

Matteo Lovaglio, boxare per trovare l’equilibrio

Matteo Lovaglio, classe 1986. Inizia a 22 anni in Forza e Coraggio, tanti sacrifici per arrivare a competere a livelli importanti.“ Ho iniziato a boxare per fare uno sport diverso dai soliti. Mi avevano parlato favorevolmente del maestro Vincenzo Ciotoli e ho così iniziato in Forza e Coraggio. Una palestra nella quale mi trovo benissimo e nella quale ho trovato l’ambiente giusto per maturare. Ho trovato il giusto equilibrio tra casa, lavoro e palestra. Un equilibrio che mi ripaga dei tanti sacrifici, dalla rigida dieta alimentare alla vita privata sacrificata. Forza e Coraggio è diventata per me una famiglia. Una famiglia che ti porti dietro, dovunque. Dal rapporto con il maestro a quello con i tuoi compagni. Con loro condivido le stesse sofferenze, gli stessi sacrifici. Come fossero fratelli acquisiti.  Con loro sono cresciuto, grazie a loro dopo 40 incontri da dilettante sono riuscito a passare professionista. Ho imparato a lavorare match dopo match, per migliorare senza forzature. Pensare troppo in grande ti consuma” La boxe per mettersi in gioco e conoscersi meglio. “Sul ring sei da solo, come nella vita. Le decisioni che prendi sul ring, come nella vita, ti tornano conto. Nel bene come nel male. Capisci i tuoi limiti, quanto sei disposto a soffrire. Ti mette alla prova con te stesso, con la boxe non puoi mentire. Se prendi un impegno, lo devi portare fino in fondo. Ai ragazzi che vogliono iniziare a praticare uno sport lo consiglio vivamente. Per mettersi in gioco

Edmir Sinanaj, storia di integrazione. Non solo sportiva

Edmir Sinanaj, classe 1983. Albanese di nascita, arrivato a Milano nel 1998. Su un gommone, come tanti altri. Ha vissuto quattro anni a Milano, poi trasferitosi a Lodi. Da sempre appassionato di discipline da combattimento comincia a praticare la boxe nel 2010. Con la Grignani Boxe comincia a combattere come dilettante. Con ottimi risultati. Nel frattempo lavora in pizzeria. Fino ad aprire in tempi più recenti una propria attività. Oggi è tecnico di pugilato in Forza e Coraggio nella quale è approdato un mese fa. Giusto il tempo per condividere con i compagni ed ex avversari le gioie ed emozioni della Milano Boxe Night. “Sono arrivato in Italia a 15 anni, rischiando la vita su un gommone. Ero solo, l’impatto è stato durissimo. La boxe mi ha dato la forza per resistere e andare avanti. Anche se all’inizio vedevo la boxe solo come espressione di forza. Ero abituato a vedere Mike Tyson. Mi sono innamorato di questo sport solo dopo che un amico mi ha spinto ad andare in Brignani Boxe, a Lodi. Solo allora ho compreso che la boxe non è solo una questione di forza. Ci vuole anche un giusto approccio mentale. Me lo hanno dimostrato i primi match. Dall’esito incerto e nei quali ho subito un ko. Pensavo di essere forte ed invece ho scoperto i miei limiti. Quello è stato il momento del riscatto, anche umano. Otto vittorie consecutive e un campionato regionale da dilettante nel quale ho inanellato una striscia di successi importanti. Fino all’incontro con Matteo Lovaglio. Sei mesi fa, il 16 giugno 2018. Giunto a questo punto è stato lo stesso Duilio Seccamani, il mio maestro a Lodi, a consigliarmi di tentare la strada della carriera professionistica. Mi ha indirizzato verso il maestro Vincenzo Ciotoli con il quale ho anche fatto il corso di Aspirante Tecnico. Giunto in Forza e Coraggio, oggi sono tecnico di pugilato. L’Italia mi ha dato la possibilità di crescere, anche economicamente. E mi sento pronto per affrontare ogni sfida. Anche a dispetto dell’età, non più giovanissima

Milano Boxe Night, tanto impegno per dare visibilità alla boxe

La parola a colui che di questa manifestazione è stato il principale artefice. Con non poche difficoltà da affrontare. Organizzative, economiche, di visibilità. Difficoltà da conciliare con le esigenze lavorative, cosa non semplice. Difficoltà che Vincenzo Ciotoli, maestro federale di boxe in forza alla palestra Forza e Coraggio, ha affrontato con il piglio di chi si è preso un impegno e lo ha voluto portare fino in fondo. Senza tradire la fiducia dei suoi atleti che fuori dal ring diventano figli, fratelli, amici. “Una serata straordinaria. Sono molto soddisfatto.Vedere una sala gremita di 500 persone in una serata dedicata ad uno sport come la boxe, che non gode certo della visibilità di altre discipline, è cosa che mi inorgoglisce. Frutto del fatto che le persone accolte alla manifestazione sapevano di poter assistere ad incontri non scontati. E’ giusto che sia così, se paghi un biglietto pretendi di vedere incontri veri. Se poi pensiamo che la manifestazione si è svolta ad inizio serata di un sabato milanese è un risultato che ci spinge a continuare in questa direzione. Non nascondo che il nostro desiderio sia rendere Milano Boxe Night il primo di una serie di eventi presso  Forza e Coraggio

Vincenzo Ciotoli, il maestro. Una menzione speciale per i suoi atleti

Vincenzo Ciotoli non dimentica di menzionare i suoi atleti che con lui hanno condiviso le emozioni di Milano Boxe Night. E dei quali ha apprezzato l’impegno per giungere a questo appuntamento e la consapevolezza, ormai acquisita, nei propri mezzi. “Non li tradirei mai. Volevo portarli ad affrontare questo impegno con la preparazione giusta. Fisica e mentale. Perché fossero consapevoli dei loro mezzi e capacità. Si sono tutti ben comportati, al di là dell’esito finale. Mi ha gratificato vedere nei ragazzi la consapevolezza di quanto hanno fatto, dei miglioramenti raggiunti. Anche se c’è ancora da lavorare su alcuni aspetti. Sono comunque contento di tutti. Di Matteo Lovaglio che ha fatto un ottimo match. Aveva un avversario tosto, l’ha controllato bene ed ha portato a casa la vittoria. Bravissimo Michele Esposito. Tornava sul ring ed aveva di fronte un avversario scorbutico. Ha imposto la sua superiorità, pur avendo ancora margini di miglioramento. Edoardo Del Vecchio ha raggiunto un risultato importante, la finale WPI-IFP. Però deve imparare a gestire l’incontro. Se non sollecitato si adegua all’avversario. Mi rimane in ogni caso il piacere di aver captato in tutti loro la riconoscenza, la fiducia negli insegnamenti ricevuti. Sanno che lavoro costantemente per loro. E che li ho fatti combattere mettendoli nella condizione di fare il loro meglio. E loro stessi sono stati consapevoli della loro preparazione. Una serata praticamente perfetta

Francesco A. Bellini
elcipe21@gmail.com

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