Mancano pochi giorni alla mitica Maratona di New York. Quest’anno si correrà domenica 4 novembre. Per presentare l’evento, MilanoSportiva ha intervistato in esclusiva Orlando Pizzolato. A margine di un evento presso il New Balance Milan Flagship Store, l’ex corridore due volte vincitore nella Grande Mela ha dato qualche suggerimento a chi parteciperà a questo grande evento.

Orlando Pizzolato, l’intervista

“Difficilmente si parte per vincere. La maratona è fatta di due battaglie: una interna con se stessi e una con gli avversari. La prima è la più difficile, bisogna dare il 100% e se poi si vince è una bella soddisfazione. Se si arriva secondi avendo dato tutto bisogna però solo fare i complimenti all’avversario. Queste maratone popolari sono composte al 99,5% da corridori che partecipano per passione, pagando, facendo sacrifici. La medaglia che si riceve alla fine dà però tanta soddisfazione, è quasi uno pseudo-orgasmo la sensazione che si prova alla fine”.

I consigli di Orlando Pizzolato

“Intanto bisogna godersela, senza costrizioni e senza pensare al tempo. Quello che si ha in testa arriva se tutto va bene. Bisogna sempre avere il sorriso, anche quando arrivano le difficoltà. Bisogna anche essere dei bravi attori per non far vedere la sofferenza. La fatica tende ad esserci ma non deve esserci per forza. Bisogna godersi il momento e l’incitamento del pubblico. Sono altre le maratone da tempo, a New York è bello esserci”.

Le due ore e gli italiani

“Fa effetto pensare che si sta arrivando al muro delle due ore. E’ una corsa contro la fisiologia, contro i limiti umani. Le due ore sono come le colonne d’Ercole. Primeggiare a livello umano è come andare sulla luna. Una volta sarebbe stato incredibile. Bisognerà invece aspettare un bel po’ per rivedere un italiano vincere la maratona di New York. Direi una generazione, quindi 20 anni. Gli africani sono tanti e forti, anche se alla fine ne basterebbe uno di italiano…”.

Andrea Gussoni
andreagussoni@hotmail.it

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