Milan: Elliott come Berlusconi scaccia i fantasmi di Yonghong Li

Sognare, si sa, è totalmente gratuito, anche a distanza di otto anni. Il 7 novembre 2010 il Milan era secondo in classifica dietro la Lazio. A fine stagione, poi, arrivò lo Scudetto con Allegri in panchina. Di frasi fatte il mondo ne è pieno ma ora come allora il filo conduttore è racchiuso nel concetto che è vero, i soldi non faranno la felicità, ma di certo permettono di progettare con maggiore serenità.

Milan, aria di Champions League

Il successo in extremis contro il Genoa di mercoledì ha permesso al Milan di tornare a respirare quell’aria di Champions League che manca da troppo tempo; e gran merito va dato ad un ambiente totalmente rigenerato dall’arrivo del fondo Elliott. Che ha cancellato i fantasmi della gestione Yonghong Li e, nel contempo, riportato il Milan ai fasti passati, quelli quando Berlusconi era ancora pienamente coinvolto nel progetto e con Fininvest finanziava una squadra vincente.

L’epoca degli addii clamorosi

E non sarà un caso che da lì in poi sulla sponda rossonera di Milano si siano vissute solo annate amare: con cessioni eccellenti (vedi Thiago Silva, Ibrahimovic ecc), ritiri altisonanti (Nesta, Gattuso, Inzaghi…) e acquisti decisamente non di spessore (la lista sarebbe troppo lunga, meglio sorvolare). Ma quando alle spalle hai una società importante, i risultati arrivano. Magari a fatica, come capitato all’inizio della stagione con i tre pareggi contro Cagliari, Empoli ed Atalanta che avevano lasciato l’amaro in bocca. La serenità societaria è la prima arma per ben figurare anche in campo, un mantra difficile da estirpare soprattutto in un mondo business come quello del pallone nostrano.

Il futuro del Milan targato Elliott

Dopo la decadenza finale dell’epopea Berlusconi e l’anno orribile dei fantocci cinesi, Elliott ha ridato lustro lavorando su più fronti. Cercando di seguire una linea di bilancio chiara (aver ricapitalizzato non significherà gettarsi in virtuosismi di calciomercato). Ricuciendo i rapporti con la Uefa (in attesa dell’incontro di fine anno per valutare quali saranno le sanzioni in arrivo). Facendo della trasparenza un marchio di fabbrica (capito Yonghong Li?). E ricreando un’immagine grandiosa del Milan. Le prime operazioni sono sotto gli occhi di tutti: l’arrivo di Leonardo e Maldini (se Paolo ha sempre detto no ai cinesi un motivo ci sarà) e lo sbarco di Higuain, impensabile solo dodici mesi prima. Ma anche e soprattutto quello prossimo di un manager affermato e consolidato nel mondo del calcio come Ivan Gazidis. In attesa di tornare anche in campo ai fasti di un tempo e vedere un nuovo proprietario per il Milan. Perché difficilmente Elliott governerà il club per molti anni.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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