Serata record ieri sera per il VII Premio Doriano Donnabella. In 81 alla club house del Tiro a Segno per festeggiare Enrico Zenesini e ricordare Goliardo Zanella. Una serata tormentata dal maltempo che ha moltiplicato il traffico. Nonostante tutto la presenza è stata veramente gratificante.

Premio Doriano Donnabella, i presenti

Attorno ai tavoli come sempre tutte le generazioni di rossoblù, dai protagonisti degli anni Cinquanta-Sessanta come Guido Redaelli e Bob Gandini ai ragazzi dell’attuale prima squadra. E poi tante facce note di campioni del passato: da De Regny a Rossi e Carestiato, da Cardea a Scaletti e Tempesta, da Lele Crippa a D’Odorico, da Cassin a Luigi Re, da Radice a Nicolini, da Max Crippa a Masiero, da Luca Costa, venuto appositamente da Torino, a Pinazzi, da Blanchetti a Gaveni. Capitani come Novali, Lanaro, Brusati, ma anche tanti manager come Passarotto, Mazzotti, Pasotto, Bonetti, Roda, Paganelli fino a quello attuale Marco Fraschetti, per non parlare dell’ex ct azzurro Beppe Guilizzoni.

I premiati

Assente per impegni personali la signora Nicoletta Donnabella, a consegnare le targhe dedicate al padre ci ha pensato la figlia di Doriano, Francesca. E i due premi assegnati dai voti degli amici e dei simpatizzanti rossoblù, quest’anno hanno voluto praticamente ricordare il periodo d’oro della Grande Europhon degli anni Sessanta-Settanta. Enrico Zenesini, a cui è stato attribuito il premio effettivo, di quella squadra è stato presidente nel biennio ’69-70 (con uno scudetto e due coppe dei Campioni) e poi ancora nel ’74. Ha rappresentato soprattutto la figura del padre Andrea, titolare dell’azienda e patron di quella indimenticabile formazione. E Goliardo Zanella, scomparso quest’anno a 90 anni e destinatario del premio alla memoria, di quell’Europhon fu invece general manager e direttore sportivo. Il vero architetto di quella squadra leggendaria assieme a Gigi Cameroni. E proprio a tutti questi grandi personaggi si è rivolto il discorso di ringraziamento di Enrico Zenesini. Suo figlio Andrea, che porta il nome del nonno ed ha giocato anche da ragazzo nel Milano fino a raggiungere la categoria Primavera ai tempi della Bkv, ha ritirato il premio alla memoria di Zanella. Ora verrà consegnato alla moglie.

La cerimonia dei cap

Spazio come sempre alla cerimonia dei “cap”. Sono iservati a tutti gli ex rossoblù che quest’anno hanno festeggiato un compleanno tondo. Dal 40enne Masiero, al 50enne Costa, ai 60enni Brusati, Blanchetti, Nicolini e Gaveni, agli splendidi 80enni Novali, Gandini e l’ex dirigente Marcello De Marco.  Dulcis in fundo, nel vero senso della parola, è stata servita la torta celebrativa con il logo che accompagnerà la prossima stagione del Milano, svelato ieri per la prima volta.

Passato e futuro

E’ il logo che celebra i 50 anni della prima coppa dei Campioni conquistata dal Milano a Monaco di Baviera nel 1969 contro i madrileni del Cortes Ingles. E’ infatti intenzione della società organizzare nel corso della stagione un evento che possa celebrare questa ricorrenza. Magari portando al Kennedy un po’ di baseball di livello, come manca da tempo. Per radunare tutti i rossoblù vincitori non solo di quella prima coppa ma anche di quelle conquistate negli anni successivi.  La serata si è quindi conclusa con il taglio della torta da parte dei presidenti del 1969 (Enrico Zenesini) e del 2019 (Alessandro Selmi) con i capitani di allora (Angelo Novali) e di adesso (Nicola Bancora). Per ora la stagione 2018 si chiude qui. I ragazzi stanno già lavorando per preparare il 2019 sempre in serie B.

Andrea Gussoni
andreagussoni@hotmail.it

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