Natale 1914. Da qualche mese è scoppiata la Grande Guerra, i soldati sono impantanati nelle trincee. Da una parte i tedeschi, dall’altra i britannici. Ignari che ci sarebbero rimasti per altri tre anni e mezzo. Convinti che la guerra dovesse avere ben altro destino. La mattina di quel Natale però le truppe di entrambi gli schieramenti si fermarono, deposero le armi e decisero di festeggiare. Fraternizzarono, almeno quel giorno. Una tregua non dichiarata, da nessuno degli Alti Comandi. Una partita di calcio a fare da sfondo. Giocata in un lembo di territorio che era terra di nessuno. Inghilterra-Germania, la prima amichevole tra i due paesi che la storia del calcio ricordi. Circondata da un alone misto di mistero e di leggenda, tra testimonianze anche visive e ingannevoli censure. Oggetto anni dopo di un discorso parlamentare che avrebbe avviato la battaglia per l’obiezione di coscienza. E celebrata, un secolo dopo, a Ypres, cittadina belga dove presumibilmente quella partita venne giocata. A ricordarla, una piccola statua. Scoperchiata da Michel Platini, allora presidente Uefa. La storia di questa vicenda è il soggetto dell racconto teatrale di Davide Verazzani “La tregua di Natale”, secondo episodio della rassegna Fatti di Storia. Domenica 9 dicembre al Teatro De Sica di Peschiera Borromeo alle ore 20. Di seguito l’intervista.

La tregua di Natale 1914, si fraternizza tra le trincee 

La nostra storia comincia a Ypres, in Belgio – racconta Davide Verazzani – Tutto ha inizio quando un soldato tedesco, nella notte della vigilia di Natale, inizia a intonare Stille Nacht (Bianco Natale). La canzone viene riconosciuta dai britannici. I quali risposero cantando a loro volta le loro canzoni natalizie” Al crepitio delle armi, improvvisamente, si sostituì la melodia delle voci umane. “Cominciarono a uscire, dall’una e dall’altra trincea, a conoscersi, a fraternizzare. A scambiarsi regali. Già, regali in tempo di guerra. I soldati, sia tedeschi che britannici, avevano ricevuto dai rispetti comandi una scatoletta metallica con alcuni doni. Cibo e sigarette, da parte inglese, tabacco e guanti di lana, da parte tedesca. Una temporanea pacificazione comprovata dalle lettere successivamente spedite dai soldati di entrambi gli schieramenti alle famiglie. A testimonianza dell’eccezionalità dell’evento

Spunta un pallone di calcio, a vincere è lo sport

In quel clima di festa improvvisata, ad un tratto un soldato tirò fuori un pallone di calcio prosegue Davide Verazzani – Quale modo migliore per celebrare il Santo Natale se non giocare una partita di calcio?” Soldati tedeschi contro soldati britannici, gli uni contro gli altri, per la prima amichevole Inghilterra-Germania della storia del calcio. Su un campo di ricavato in quel lembo di terra che si frapponeva tra le rispettive trincee. “La prova di questa partita ci arriva da un paio di foto che ritraggono soldati tedeschi e britannici impegnati a giocare a calcio. Sul risultato si sa poco, gira voce abbia vinto la Germania 3-2. Particolare che, nel contesto generale, conta relativamente. Ciò che,viceversa, ho voluto sottolineare è la spontaneità, la naturalezza di quella tregua, di quella partita. Una tregua non dichiarata dai rispettivi comandi ma sentita e voluta dai protagonisti, sul campo, di quella guerra. Dai soldati semplici agli ufficiali, a prescindere dal colore delle uniformi. A vincere, per un giorno, è stato lo sport

La foto del Daily Mirror, l’irrequietezza dei comandi militari

Una tregua non dichiarata, dicevamo. Un evento eccezionale che però non doveva trapelare. Episodio fastidioso per entrambi gli Alti Comandi dell’esercito. Una iniziativa presa a loro insaputa, un grave atto di insubordinazione. “Gli Alti Comandi, non gradirono l’iniziativa dei rispettivi soldati. Il nemico era il nemico. Non si poteva, non si doveva fraternizzare. Pochi giorni dopo quella partita sostituirono quei soldati, spediti nelle retrovie, con nuove truppe indottrinate a dovere. Fecero il possibile che a quei soldati non venisse prestata fede su quanto accaduto” La notizia infatti era trapelata nonostante gli sforzi contrari. “In Inghilterra il Daily Mirror pubblicò in prima pagina, nel numero dell’8 gennaio 1915, una foto che ritraeva soldati inglesi e soldati tedeschi in gruppo. L’autore era un corrispondente di guerra della testata giornalistica. Il suo nome, Turner. Morto nel 1917, sul campo di battaglia. Il popolo inglese prese coscienza dell’accaduto da quella foto, le famiglie dei soldati britannici dalle lettere a loro spedite a casa dagli stessi. L’opinione pubblica inglese non aveva mai sostanzialmente gradito l’entrata in guerra dell’Inghilterra. Quella foto rischiava di far ripartire i malumori. Il governo inglese mise velocemente a tacere la vicenda. Sul versante tedesco il comando militare, che aveva già intercettato, censurato e cestinato le lettere dei suoi soldati, negò categoricamente il fatto. Se vero, era da imputarsi ad un momento di follia dei soldati tedeschi impegnati al fronte. Oppure di un foto ritocco o di un teatrino dei soldati tedeschi che per burlarsi dei nemici uccisi in battaglia ne avevano indossato le uniformi. Un falso, in ogni caso. Una fake news, come si direbbe oggi”

Il ricordo di quella tregua tra satira e politica. Per un giorno, un mondo rovesciato.

Per un giorno, in quel Natale 1914, successero cose incredibili. E irripetibili. “Nonostante la gravità dell’episodio non ci fu la corte marziale, sia per gli uni sia per gli altri. Non passò il concetto di diserzione, altrimenti punito con la pena più estrema. La Grande Guerra rispondeva ancora, nonostante tutto, a canoni cavallereschi. Uno degli ufficiali britannici, McKenzie Wood, divenne negli anni ‘30 un parlamentare nelle file liberali. Fece un famoso discorso alla Camera dei Deputati nel quale ricordò la tregua di Natale. Il suo discorso diede avvio alla battaglia per l’obiezione di coscienza. Il vignettista inglese Bruce Bairnsfather, una volta congedato, inventò il personaggio satirico Old Bill, uno dei più famosi dei cartoon inglesi. In una delle sue vignette rappresenta in trincea un soldato britannico mentre taglia i capelli ad un tedesco. Cosa che realmente avvenne. Un mondo rovesciato, completamente. Almeno durante quella tregua di Natale

Vicenda per anni dimenticata, una piccola statua a ricordarla

Una vicenda dimenticata, per anni. “La storia per tanti anni è stata trascurata. Quelle foto erano rimaste nel cassetto, ormai dimenticate – puntualizza Davide Verazzani – Tutti sapevano ma nessuno ne aveva mai parlato. La riscoperta solo negli anni 50. Da quel momento in poi la vicenda divenne oggetto di attenzione da parte di uomini di cultura e mondo del cinema. Libri e film sull’argomento che hanno alimentato la mia curiosità. Non ultima, in questo senso, l’influenza della musica. Paul McCartney, su tutti. Una sua canzone scritta agli inizi degli anni ’80 racconta la storia della partita Inghilterra-Germania giocata nel corso di quella tregua di Natale. Da lì sono partito. Evidentemente quella storia, per essere ricordata in una canzone, doveva godere di una certa credibilità”

Un secolo dopo, il riconoscimento dell’Uefa

“L’interesse cresciuto negli anni da parte del mondo mediatico – conclude Davide Verazzani – ha finito per sensibilizzare anche l’Uefa. Un secolo dopo quella tregua, a Ypres, la cittadina belga dove presumibilmente venne giocata la prima Inghilterra-Germania della storia del calcio, sarebbe stata scoperchiata una piccola statua. In ricordo della tregua di Natale 1914. Alla commemorazione era presente il presidente dell’Uefa, Michel Platini

Francesco A. Bellini
elcipe21@gmail.com

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