Softball, Greta Cecchetti in Australia: “Bollate, il futuro della Federazione e…” la nostra intervista

Greta Cecchetti è atleta dalle mille risorse. Una di quelle facce pulite dello sport italiano, che troppo spesso passano in secondo piano perché fanno parte di uno sport “minore” (ma minore di chi?). Eppure lei rappresenta un’eccellenza, tanto che di questi periodi se ne sta in Australia, a Canberra. Non in vacanza ma a giocare a softball: “Anche se ho bisogno di riposare”, ammette. 

Greta Cecchetti, ci spieghi questa tua avventura in terra australe? 

“A dire il vero è cominciata nel 2013, dopo essermi laureata al college in America; sono venuta qui per disputare il mio primo Nationals, un torneo che consiste in una settimana di partite disputate tra le selezioni dei sei stati principali dell’Australia. E gioco per le Diamonds ACT a Canberra. Le squadre si incontrano tra di loro per due round e alla fine ci sono i playoff che decreta no il vincitore”.

E poi ci sono gli stranieri…

“Esatto. Il livello è molto alto, perché le selezioni di ogni stato portano a giocare le atlete più forti, visto che il torneo seleziona anche le giocatrici della nazionale australiana. E ogni squadra ha diritto di prendere dei giocatori stranieri. Ed eccomi qui per questo mio quarto campionato in Australia, dove sono stata scelta sempre da Canberra a parte una stagione che ho giocato anche con Victoria. Quest’anno abbiamo avuto poche persone in squadra e quindi ho avuto la possibilità di portare con me Marta Gaspartto e Ilaria Cacciamani. Com’è andata? Siamo finite fuori dalle prime quattro e quindi niente playoff”.

Ti inorgoglisce essere una delle tre rappresenti italiane in Australia? Gasparotto, Cacciamani e Cecchetti, vale a dire forse il top di quello che il softball può offrire ora

“Per me venire in Australia è un gran vantaggio, qui la stagione è al contrario e questo mi permette di allenarmi sempre al caldo, visto che il softball si gioca di norma in estate; gioco due stagioni all’anno e questo mi permette di essere più pronta anche per il campionato italiano e per la nazionale. Nazionale che verra proprio qui in Australia per la Asia Pacific Cup (31 gennaio-3 febbraio) e la Summer Slam Competition (4-6 febbraio). 

Che cosa significa per te portare in giro il nome del Bollate?

“Sono molto orgogliosa di rappresentare Bollate nel mondo, oltretutto nel softball italiano quando senti Cecchetti associ subito a Bollate, visto che anche mia cugina e mia sorella da tanti anni giocano lì. Non vedo l’ora di cominciare il 2019 della Italian Softball League che finalmente torna a girone unico, tutti contro tutti. Che penso sia il modo più giusto. Sarà interessante. Il campionato del Bollate? Vero che arriviamo da due finali Scudetto perse, però c’è anche chi magari ai playoff non ci arriva da anni… Ogni anno siamo sempre più vicine al traguardo, speriamo che sia l’anno buono per lo Scudetto. E tra l’altro quest’anno Bollate ospiterà anche la Coppa Campioni, un altro grande orgoglio dopo l’Europeo dell’anno scorso”.

E se Greta Cecchetti chiude gli occhi e sogna, cosa sogna?

L’Olimpiade! Quest’anno le qualificazioni saranno probabilmente a luglio dopo l’Europeo, stiamo lavorando al massimo per raggiungere l’obiettivo. Già l’anno scorso siamo arrivate tra le prime otto al mondiale, il miglior risultato degli ultimi 12 anni. Siamo sulla strada giusta. Per il softball italiano, invece, sogno che le società non si facciano più la guerra tra di loro, capiscano e trovino un modo di collaborare, anche con la federazione, per far crescere questo sport. Ognuno coltiva il proprio orticello invece di pensare al bene dello sport e degli atleti, spero che nel softball del futuro si possa fare qualcosa di più in questa direzione”.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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