Filippo Tortu: “Punto al Golden Gala e i Mondiali di Doha”

Roma, Montecarlo, Yokohama e Doha. Quattro appuntamenti, per un’altra stagione dove confermarsi a grandi livelli. E Filippo Tortu lo sa benissimo.

Filippo Tortu, quali prospettive per questo 2019?

Punteremo forte sui 200, che l’anno scorso ho un po’ tralasciato per un problema fisico. Ma sarà una stagione impegnativa, si comincia già a maggio con i Mondiali di staffetta a Yokohama che saranno qualificanti per quelli di Doha

Quest’ultimo appuntamento sarà ad ottobre: hai già chiaro in mente come gareggerai?

A Doha puntiamo ad andare forte sui 100 e sui 200 metri. Vedremo cosa riusciremo a fare.

Ma il tuo futuro potrebbero davvero essere i 200 metri?

È la distanza sulla quale posso esprimere meglio le mie doti e quella in cui mi trovo meglio, però se faccio bene anche i 100 siamo tuti contenti (ride, ndA).

Quali saranno le gare della Diamond League alle quali parteciperai quest’anno?

Non lo sappiamo ancora con certezza, decideremo prossimamente; sicuramente sarò al Golden Gala a Roma e a Montecarlo; ci terrei ad esserci a quest’ultimo, visto che l’anno scorso ero infortunato.

E lo stage negli Stati Uniti? 

È tutto ancora da definire, stiamo ultimando il programma e intanto mi alleno con papà.

È lui l’arma in più per resistere alle pressioni esterne? 

Sicuramente è grazie allo staff che ha messo in piedi lui, e che mi segue sempre, che posso permettermi di pensare solo ad allenarmi. Senza di loro non avrei fatto quello che finora siamo riusciti a fare. Sicuramente il segreto è questo.

E poi ci saranno le Olimpiadi l’anno prossimo…

È il sogno di ogni sportivo sin da bambino. Ma c’è ancora tempo e per ora ci penso poco, sono concentrato sulla stagione di quest’anno.

E quella precedente, cosa ti ha lasciato?

È stato un anno fantastico il 2018; sapevo di poter fare il salto di qualità e per fortuna è arrivato; il record? Già il giorno dopo stavo pensando a come migliorarmi. Vedrete, quest’anno sarà ancora più bello.

Ti infastidiscono i paragoni con Mennea e Berruti?

No, anzi sono da stimolo e in particolare quello con Berruti, il mio idolo da bambino; guardavo sempre i documentari sulle Olimpiadi e quindi essere paragonato al tuo mito di quando eri piccolo è solo un piacere.

Non resta che limare ancora il record sui 100 metri…

Speriamo! Anche solo di un centesimo non sarebbe male.

Intanto a Berlino sui 60 metri hai fatto vedere di essere già in forma…

Ho sbagliato qualcosa in batteria, poi nella finale sono riuscito a correggermi; sono molto soddisfatto di com’è andata, mi serviva vedere a che punto ero con la preparazione; e, al di là del risultato finale, abbiamo visto quello che volevamo vedere.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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