Olimpia Milano, Euroleague, conquistata Mosca
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Kuzminskas ( credit Alessandro De Giorgio)

Continua la corsa ai playoff dell’ Olimpia Milano. I Bianco Rossi riesco ad espugnare il campo del Khimki Mosca al termine di un match giocato per 3/4 in maniera disastrosa. Per gli uomini di coach Pianigiani, decisivo un inizio di 4/4 da 20-3 propiziato dal trio Nedovic, Kuzminskas e Jerrells.

Il primo tempo inizia con molto equilibrio in campo. Il Khimki fa passare ogni possesso dalle mani del rientrante Shved, l’ AX Milano colpisce nel pitturato con Tarczewki che sembra non aver rivali sotto le plance. L’ equilibrio si spezza ad inizio 2/4, i russi premono sul gas, approfittano della svagatezza meneghina e scappano sui 3 possessi pieni di vantaggio. Si arriva al suono della sirena dell’intervallo lungo sul punteggio di 54- 45.

Il secondo tempo inizia com’era finito il primo; l’ Olimpia dorme,il Khimki ne approfitta. I russi mettono le marce alte e volano fin sul + 14 prima di veder una flebile risposta da parte dei Bianco Rossi. Si arriva al 30esimo con l’ Olimpia sotto di 8 lunghezze e Nedovic che realizza immediatamente il primo possesso dell’ ultima frazione di gioco. I russi, trovatisi a -5 perdono sicurezza, si bloccano in attacco e l’ Olimpia ne approfitta; impatta, sorpassa (per la prima volta da inizio match) e si porta fin sul + 7. Arrivati al massimo vantaggio, i Meneghini si addormentano facendo ritornare i russi in carreggiata. L’ultimo minuto è un rodeo, Milano è più fredda e grazie ad una tripla di Micov e ai liberi di James riesce ad aggiudicarsi l’ incontro. Risultato finale 88- 90.

MVP del match Kaleb Tarczewki. Il lungo ex Arizona chiude la gara con 15 punti, 6 rimbalzi e ben 24 di valutazione PIR.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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