Eleonora Giorgi: l’addio costretto alla 50 km
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Il mondo dell’atletica mondiale, compresa la milanese Eleonora Giorgi, perde la 50 km, prova che non verrà più disputata dopo le Olimpiadi di Tokyo 2020. La decisione è stata presa durante il consiglio federale che si è riunito a Doha, sede a settembre prossimo dei mondiali di atletica. Di certo un colpo al cuore per gli amanti di questa disciplina e soprattutto per l’Italia, che nella disciplina ha vinto tre ori olimpici con Pino Dordoni (Helsinki 1952), Abdon Pamich (Tokyo 1964) e Alex Schwazer (Pechino 2008) e uno mondiale con Ivano Brugnetti (Siviglia 1999).  E che oggi annovera Eleonora Giorgii tra le migliori interpreti al mondo.

Eleonora Giorgi, ora che succede?

Succede che la 50 chilometri del 19 maggio ad Alytus, in Lituania, per la Coppa Europa di marcia sarà una delle mie prime e spero non ultime esperienze sulla distanza.

Una decisione che era nell’aria quella del consiglio federale della IAAF

“Quella definitiva non è ancora stata presa. Comunque il consiglio ha deciso di introdurre due eventi tra la 10 km, la 20 km, la 30 km e la 35 km dal 2022. È probabile che si opterà per la 10 e la 30 al posto delle attuali 20 e 50 km”.

Il motivo?

“Dicono per esigenze televisive, perché la 50 km dura troppo. Naturalmente spero che cambino idea, visto che per ora sto preparando la 50 km”.

Peccato nessuno abbia preso in considerazione gli atleti e le loro esigenze 

“Non ho ancora disputato una 50 km, che è appena stata introdotta per le donne. E toglierla è come togliere qualcosa alla marcia. Ho ripreso a fare il carico di chilometri. Ogni sabato sto incrementando, sino ad arrivare a 40”.

Questa rivoluzione avrà delle ripercussioni sul futuro di Eleonora Giorgi?

“Credo che la 30 km sia adatta alle mie caratteristiche, però sono un pochino rammaricata perché la 50 km è una gara storica, la distanza più lunga di tutto il programma olimpico”. 

Appuntamento in Lituania, allora.. 

“Sì, per il mio debutto sulla 50 km il 19 maggio in Coppa Europa

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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