Nadia Rovida è morta, Allianz Geas in lutto

Una guerriera col sorriso. Ricordiamo così, con tanto dolore, Nadia Rovida, che se n’è andata prima di compiere i 34 anni, dopo anni di lotta tenace e indomita col male che alla fine se l’è portata via. L’Allianz Geas, in cui Nadia è nata come giocatrice, esprime il proprio profondo cordoglio al marito Marco, al figlioletto, ai genitori e a tutti i famigliari di una ragazza d’oro.

Nadia Rovida, il ricordo di Censini

Il senso di sgomento traspare in pieno dal ricordo di Annalisa Censini (nella foto insieme a Nadia), storica capitana rossonera di quegli anni: “Non ho molte parole: solo il pensiero che abbiamo perso una persona speciale, una persona di una bellezza d’animo rara!” Giocatrice a Sesto per il periodo delle giovanili e per tre stagioni in serie A2 dal 2001 al 2004, Nadia ha avuto la soddisfazione di arrivare anche alla A1, con Alessandria, prima di dirigersi a fine carriera a Vittuone e infine al Sanga in A2. Carletto Vignati, dirigente Geas di lunghissimo corso e memoria storica per definizione, si commuove: “Mi ricordo quando da piccola veniva accompagnata dal papà in palestra. Ha giocato poi per tutti gli anni delle giovanili a Sesto, raggiungendo anche il secondo posto in una finale nazionale Under 18 giocata a Gressoney. Alla fine del percorso delle giovanili era andata a giocare altrove, ma è poi tornata da noi per disputare la A2. Ha vissuto per tanti anni nel clima Geas: la ricorderemo come parte di noi”.

Le parole del suo allenatore

Rovida sapeva entrare nelle zone calde del campo, le aree che le competevano per ruolo, senza sottrarsi ai contatti ruvidi che volano da quelle parti, ma mai perdendo la gioia di giocare e l’eleganza del gesto. Maurizio Frigerio, tecnico rossonero di quegli anni, tiene a commemorarla così: “Vorrei ricordare Nadia come persona piuttosto che come giocatrice. Era una ragazza molto dolce, sempre con il sorriso sulle labbra. Forse in un mondo molto competitivo come quello dello sport pagava un po’ questa sua assenza di cattiveria, pur essendo una buona giocatrice. Aveva scelto poi di lasciare la pallacanestro per dedicarsi a suo figlio. Ciao Nadia, ti porterò per sempre nel mio cuore”.

La capitana di oggi

E infine, la parola a di Giulia Arturi, capitana dell’Allianz Geas di oggi: “Ho vissuto con Nadia le mie prime stagioni senior al Geas in A2. Non avevo ancora la patente, mi passava a prendere con la sua Mini e volavamo verso Sesto. Era fondamentale scegliere la giusta colonna sonora, le compilation si sprecavano. Le ore di atletica con Beppe sono sempre state uno spasso insieme a Nadia: il suo look alla ‘Flash Dance’ rimarrà indimenticato. Chi c’era non può che sorridere ricordandolo, anche fra le lacrime di oggi. Il mio modo di approcciarmi alla pallacanestro e al Geas nasce grazie a Nadia e a quel gruppo di persone con cui sono cresciuta e che mi hanno insegnato tutto”.

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