Teo Teocoli: “Milan, un derby che fa paura…”

Un derby che infiamma anche i tifosi vip, soprattutto quei comici abituati a farci ridere ma che mai come ora prendono sul serio una sfida che potrebbe cambiare i destini delle due squadra.

E Teo Teocoli come vede arrivare questo Milan all’appuntamento con il derby? 

Purtroppo da favorito, perché c’è il detto che a Milano chi è favorito poi il derby lo perde. Speriamo finalmente di sfatarlo questo detto.

Però questo Milan piace…

Sta giocando abbastanza bene. Non stravince le partite però le vince e questo è un dato sul quale riflettere. Di contro, però, c’è sempre il timore che tutto questo sia solo un sogno e che prima o poi svanisca.

Perché dice così?

Perché dopo tanti anni di incertezze ora sta tornando una piccola luce. Non gridiamo al successo, ma di certo di miracolo si tratta.

L’artefice massimo di questa ripresa, secondo lei?

Non ho dubbi, Gattuso. Visto l’inizio della stagione, il suo è un vero e proprio miracolo sportivo. È stato vituperato, per molti non è un allenatore da Milan. Invece lui ha dimostrato che non bisogna per forza essere dei Pep guardiola, che si può vincere anche con la forza di volontà, con la convinzione e la persuasione. Facendo lavorare tanto i ragazzi ma soprattutto facendoli sentire dei campioni. E penso che questo sia il segreto del suo successo.

Senza dimenticare che si proveniva da una gestione cinese “rivedibile” e la situazione Higuain

Quest’ultima è stata qualcosa di veramente assurdo a livello sportivo. Mai avevo visto un giocatore comportarsi così. Di certo non sentiva addosso la maglia del Milan come avrebbe dovuto.

E i cinesi?

Andrei oltre; non conoscendo la situazione dall’interno non mi permetto di dare giudizi. Di certo è stata scritta una delle pagine peggiori della storia del Milan.

Passata la tempesta, è tornata l’atmosfera di un tempo?

L’atmosfera sì, anche se in realtà eravamo abituati a squadre che vincevano campionati e Champions infarcite di campioni. Quello di oggi non è il Milan di Berlusconi, perché quello credo che in Italia non si possa più avere. Ci sono esempi in Inghilterra e in  Spagna, noi ancora non siamo arrivati a quella dimensione.

Però è arrivato Paquetà

Ecco, lui è un campione. Perché arrivato è stato subito messo titolare e non ha battuto ciglio. Io lo guardo sempre perché quelli che fanno il gioco alla brasiliana, che sono sempre più rari, mi fanno impazzire. Si muove bene, gioca bene ma deve crescere. 

Quindi Teo Teocoli, vince il Milan?

Ho buone speranze, perché questo filotto di partite vinte ti fa nascere una preoccupazione positiva; quella classica da “vinciamo la prossima e poi ci rilassiamo”. Sarebbe una sequenza che da anni non si vedeva da queste parti. Vedo un pubblico reattivo e positivo. Di certo disputare il derby da favorito mi fa molta paura.

Per via del solito detto milanese?

Anche. Ma soprattutto perché è una partita delicata; e oltretutto oggi non c’è in ballo solo la supremazia cittadina, ma anche una gran fetta di futuro europeo. Per entrambe le squadre. Però ben venga, piuttosto che giocare per il settimo posto come negli ultimi anni mi godo questa tensione.

Intervista pubblicata su QS

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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