Calciomercato Milan: l’addio di Kessie
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La grana Kessie, un futuro tutto da scrivere e un presente che potrebbe vedere il Diavolo fare a meno dell’ivoriano. È lontano da Milano l’ex centrocampista dell’Atalanta, impegnato con la sua nazionale, ma perennemente nei pensieri di Gattuso, Leonardo e Maldini; la triade rossonera sa che bisognerà trovare una soluzione ad un inconveniente, quello della lite in panchina tra lo stesso Kessie e Biglia durante il derby, che da episodio da censurare si tra tramutando in un vero e proprio caso da risolvere.

Milan, Kessie verso l’addio

Il primo step di questa telenovela si avrà giovedì, quando Kessie avrà un faccia a faccia con Gattuso per cercare di comprendere l’accaduto. Il tecnico rossonero ha già espresso la sua opinione, censurando un episodio “che mi ha fatto male più della sconfitta” nel derby, ha precisato. Il tecnico, dopo l’incontro, deciderà se convocare il giocatore per la sfida di sabato sera contro la Sampdoria, alla luce anche delle eventuali condizioni fisiche di Paquetà a sua volta impegnato in giro per il mondo con il Brasile. La decisione di punirlo con un turno di stop potrebbe essere il viatico per una sua eventuale cessione in estate: il giocatore ha sempre avuto mercato nella Premier League inglese e cederlo porterebbe al Milan soldi importanti per finanziare il mercato in entrata.

Calciomercato, 20 milioni per il riscatto

I rossoneri acquisirono l’ivoriano dall’Atalanta due anni fa in prestito biennale con obbligo di riscatto. E, dopo aver già pagato dieci milioni tra prestito oneroso e bonus, dovrebbero sborsarne altri 20 al 30 di giugno. Cifra che potrebbe essere utilizzata su altri fronti (vedi Bakayoko). Senza dimenticare che i rossoneri saranno chiamati ad inserire a bilancio plusvalenze: e l’addio di Kessie ne offrirebbe una ghiotta opportunità.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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