Monza Open 2020, inizia la fase decisiva

Il progetto Monza Open 2020 che punta a portare un torneo Atp 250 all’interno dell’Autodromo di Monza, su erba naturale, già a partire dal 2020, entra nella fase decisiva. Tre settimane dopo la presentazione alle imprese del territorio, la certezza fornita dalle prime risposte è che l’idea piace, oltre ogni ragionevole dubbio. Tanto che sono sempre di più le realtà del territorio costantemente a caccia di informazioni sulle modalità di partecipazione. Richieste a cui l’organizzazione di Mito Group sta rispondendo in maniera puntuale. Il dialogo costruttivo coinvolge imprese del territorio, oltre che nazionali e internazionali. Colloqui che puntano ad approfondire e informare. L’augurio è che questo desiderio di partecipazione così importante trovi un’evoluzione positiva e concreta nei tempi annunciati, quindi entro la fine del mese di maggio.

Monza Open 2020, il punto

A questo proposito, va sottolineato che gli accordi commerciali resteranno riservati e confidenziali, fino al momento della decisione dell’Atp, che si esprimerà nei prossimi mesi (il limite è fissato per il 30 di giugno). Inoltre, essi risiedono all’interno di un perimetro giuridico protetto che esprime una condizione sospensiva, condizionata alla concessione della licenza di disputa da parte dell’Atp. Gli stessi accordi saranno resi noti da Mito Group solo al momento della concessione di disputa. L’obiettivo dell’organizzazione è quello di continuare a lavorare passo dopo passo, con la massima riservatezza, per soddisfare tutte le richieste dell’associazione che gestisce il circuito professionistico del tennis mondiale, la quale invita i candidati a dare contezza delle coperture di budget triennale, dunque per il triennio 2020/21/22.

Dichiarazioni

“Siamo convinti – spiega il direttore generale di Mito Group, Claudio Scopece – che il supporto necessario dal territorio giungerà nei tempi previsti. Come abbiamo detto in più occasioni parlando di questo progetto, noi siamo al servizio del territorio stesso. In caso di aggiudicazione, saremo custodi di un patrimonio sportivo che apparterrà alla Città di Monza, alla Provincia e alla Regione. Un progetto che ha dunque un triennio come orizzonte temporale minimo. In realtà guarda molto più avanti, sia in termini di tempo, sia in termini di opportunità. Per fare dell’Autodromo di Monza, già tempio mondiale della Formula 1, un luogo unico al mondo dove unire passione per lo sport e opportunità di crescita per il territorio”.

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