Matteo Piano: “La squadra prima di tutto”

«Dobbiamo portare in campo la nostra miglior qualità. Ognuno con il suo valore, sapendo che dall’altra parte c’è una squadra che in gara 1 ha fatto una grande prova». Parola di Matteo Piano che, dall’alto della sua esperienza, indica la strada ai suoi compagni in vista di gara 2 dei quarti di finale dei Play Off Scudetto Credem Banca che vedrà opposta la Revivre Axopower Milano all’Azimut Leo Shoes Modena sabato 06 aprile alle ore 18.00 (diretta su Raisport) al PalaYamamay di Busto Arsizio.

Le parole di Matteo Piano

È una sfida che vale come una finale per la formazione milanese che, dopo la sconfitta per 3-0 rimediata a Modena, non ha altro risultato che la vittoria per evitare di chiudere anzitempo la pratica play off e sperare di portare la contesa alla bella in gara 3. «Ci avviciniamo a gara 2 consci del fatto che dobbiamo esprimere il nostro gioco al meglio – prosegue il capitano –. È vero che le sconfitte insegnano sempre qualcosa, ma bisogna saperne anche trarre frutto. In questa settimana ognuno di noi ha ben impresso in mente l’obiettivo di squadra. Ognuno scenderà altresì in campo con un focus personale con quello che è il desiderio di “essere” in quella partita». Ma Matteo Piano in campo non ci sarà ancora, ma sarà seduto in panchina, vicino ai suoi compagni. Ha scelto di essere accanto alla squadra consapevole della sua indisponibilità post infortunio. Da quel 24 febbraio infatti, quando contro Verona il centrale astigiano ha rimediato una lesione muscolare al gastrocnemio mediale della gamba destra, sono passati 39 giorni. Al suo rientro completo ne mancheranno ancora una decina. Un motivo in più per portare la serie a gara 3 del prossimo 13 aprile. «La squadra è il bene primario. Per me è importante essere vicino ai miei compagni. E’ la miglior riabilitazione quando sei in un periodo così. Questo è un ambiente in cui sto bene, e anche se sto fisicamente male, psicologicamente è determinante. È però anche un bel segno per la squadra: essere gruppo significa davvero essere compatti indipendente dagli infortuni, dalle vittorie, dalle sconfitte. L’appartenenza è fondamentale, sapendo condividerla e sentendola propria».

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