Hockey Milano Rossoblù: futuro, la Curva del Milano chiede chiarezza

La fallimentare stagione d’esordio in Alps League e un futuro ancora tutto da scrivere. Hockey Milano Rossoblu da una parte, Curva del Milano dall’altra. Che ci siano stati molti problemi quest’anno non è di certo un mistero, ma ora che la stagione è terminata si tirano le somme. Rumors parlano di una Hockey Milano Rossoblu pronta a ripartire, ancora una volta, dalla costosa Alps League. Ma prima bisogna ricucire il rapporto con il cuore storico del tifo.

Hockey Milano Rossoblu, quale futuro? 

La Curva del Milano, sulla sua pagina Facebook, ha condiviso un post dal titolo inequivocabile: “Con la digos avete falito, la prossima stagione la farete insieme ai tifosi?”. I tifosi del Milano si lamentano dell’assordante silenzio successivo alla conclusione della stagione. Una società che non parla, non comunica e che, di fatto, non prende posizione. Di certo le 33 sconfitte su 40 gare ufficiali (mai così male nella storia dell’Hockey milanese) e il penultimo posto in classifica non agevolano il compito: “Tutti gli obiettivi falliti dopo aver annunciato i play off come obiettivo minimo – si legge nel post su Facebook – e adesso… una stagione da dimenticare e pochi mesi per ricominciare”. 

L’attacco alla dirigenza dell’Hockey Milano Rossoblu

Poi parte l’attacco nei confronti dell’attuale dirigenza. “Il Milano ha una storia più grande e lunga di quella di dirigenti improvvisati che si son resi protagonisti del più grande fallimento sportivo di ogni epoca – si legge ancora – una storia più importante dell’Hockey Milano Rossoblu e di chi pensa che il glorioso passato dell’Hockey Milano possa esser scisso da chi l’ha vissuto fianco a fianco dei Nostri colori fin dagli albori ovvero il suo Popolo, il suo 7* Uomo”.

Un progetto fallimentare

Prosegue la Curva del Milano. “La Nostra gente ha vissuto la rinascita del Saimex, i trionfi Saima e accompagnato i gloriosi tempi dei Vipers. Abbiamo sostenuto l’ennesima rinascita al fianco dell’HMRB di Ico Migliore e persino le stagioni a guida Cambiaghi finché qualcosa è cambiato. Nelle ultime due stagioni gli eredi della storia rossoblu non hanno saputo più condividere il progetto. Hanno progressivamente escluso il 7* Uomo per genuflettersi ad ogni capriccio mascherato da prevenzione dell’ordine pubblico dei soliti noti. Nelle ultime due stagioni alcuni dirigenti hanno goffamente e pateticamente cercato di appropriarsi di un’eredità sportiva che solo il pubblico, in qualità di custode dell’intera storia rossoblu, può attribuire”.

La figuraccia in Alps League e le decisioni del presidente 

Ai tifosi non è nemmeno andata già la serie di figuracce rimediate in Alps League e le decisioni del presidente Pompeo Guarnieri: “Nella stagione appena conclusa si è poi toccato il fondo con un presidente che dopo aver scelto di escludere la Curva da ogni forma di dialogo, prima ha tentato di sostituire la CdM coi ragazzi delle giovanili senza successo poi ha svenduto il meglio del roaster per risparmiare quindi ha serenamente annunciato che si stava organizzando per costituire una nuova curva con ultras di prim’ordine provenienti da non si sa dove e che non sono mai arrivati. Per non farsi mancare niente e dulcis in fundo, ha annunciato che per i progetti futuri è disposto ad andare avanti anche senza pubblico salvo poi contraddirsi ogni volta che incontra qualcuno della curva dicendo che senza tifo non può andare avanti. È il momento che questa dirigenza riconosca il proprio fallimento, riconosca che il pubblico deve tornare ad essere trattato col rispetto che merita e deve iniziare a lavorare con la serietà che non ha dimostrato di avere”.

Alla ricerca del buonsenso

La Curva del Milano prosegue: “Adesso che la stagione si è conclusa, auspichiamo che in società ritorni il buonsenso. Si taglino i rami secchi e si riapra al più presto un dialogo costruttivo per recuperare il fondamentale rapporto di fiducia con chi non deve dimostrare niente a nessuno. Cioè il 7* Uomo del Milano. Anche se ufficialmente regna il silenzio, sappiamo che son stati contattati Lefebvre e Armani per la guida tecnica futura.Scelte entrambe gradite se insieme a loro si trovasse il tempo di dimostrare anche il RISPETTO che ci è dovuto. Noi c’eravamo prima di questa dirigenza e ci saremo anche dopo. Sta a loro adesso decidere se vogliono ricominciare a camminare con o senza di noi. In conclusione da parte nostra la porta rimane aperta ma il tempo stringe. A voi la scelta ma state certi che qualunque posizione sceglierete non potrete MAI condizionare la nostra esistenza e la sopravvivenza del nostro unico valore che è e resterà sempre il Milano, anche noi possiamo andare avanti senza di voi. IL MILANO SIAMO E SAREMO SEMPRE NOI !!!”.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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