A bordo ring, viaggio tra le emozioni di un maestro di boxe

“A bordo ring”, storia di un maestro di boxe. Ritratto nel suo percorso di crescita tecnica e umana. Alla ricerca del perfetto equilibrio tra mente e cuore. Con il compito non facile di creare uomini e donne, prima che atleti. Legato inscindibilmente al suo pugile al quale lo unisce il desiderio di dare il massimo. Prima, durante e dopo l’incontro. Un testo sulla vita nella boxe, dai primi passi ad oggi, con il rapporto tra padre e figlio a fare da sfondo. Sviluppato attraverso quindici capitoli, come quindici sono i round della boxe classica. Nei quali il Maestro Mario Bambini si racconta. E racconta, una boxe d’altri tempi. Quella che ha reso grande la Milano pugilistica di qualche anno fa. A fare da sfondo i suoi luoghi simbolo, i suoi protagonisti, gli incontri che ne hanno segnato le tappe fondamentali. Un libro caleidoscopico, da leggersi d’un fiato.

A borgo ring, percorso umano di un uomo che ama la boxe

L’intero libro si snoda attraverso il rapporto tra maestro e pugile. Lo stesso che lega Mario Bambini e Dario Ricci, gli autori di “A bordo ring” (pubblicato da Infinito Edizioni). Incontratisi sul ring quattro anni fa quando Dario Ricci, conduttore di Radio24 con un passato tra i dilettanti, si iscrive ai corsi amatoriali di Sport Prevenzione & Salute, la palestra del quartiere Affori. Dove Mario Bambini insegna. Un maestro di boxe con un sogno nel cassetto, scrivere un libro sulla boxe. Dal loro incontro scaturisce qualcosa. “Mario – racconta Dario Ricci – voleva dare forma alla sua idea di scrivere un libro sulla boxe. Per ripercorrere le tappe del suo percorso. Il percorso umano di un uomo che ama la boxe e ne ha fatto il suo mestiere

Il bisogno di sciogliere nodi irrisolti

Mario Bambini e Dario Ricci. Maestro il primo, pugile dilettante il secondo. Salgono insieme sul ring. E scoprono di avere molto in comune, fuori da quel quadrato. Entrambi devono sciogliere un nodo irrisolto. E decidono di farlo con un libro. “A bordo ring”, appunto. A sottolineare la comune passione per la boxe. “Per caso lessi i primi capitoli quattro anni fa – ricorda Dario Ricci- Un po scarabocchiati per la verità ma sufficienti per intuire che Mario ed io avevamo qualcosa da condividere. Il libro era l’occasione per mantenere vivo il legame con le persone che ci hanno fatto innamorare della boxe. Il papà per Mario, mio nonno per me. La boxe ci ha avvicinato, il bisogno di sciogliere nodi irrisolti ci ha accomunato. Così é nato “A bordo ring

A bordo ring, dove tutto può accadere

“Mario è cresciuto ascoltando i racconti su Rocky Marciano – prosegue Dario Ricci– Con il papà a bordo letto a leggerglieli. Con lui ha iniziato il viaggio dentro e intorno il ring. Quel ring che ci accomuna e ci ha spinto a parlare, attraverso questo libro, di legami riannodati, emozioni condivise, storie di persone comuni salite sul ring per ritrovare sé stesse. Abbiamo condiviso la magia di un quadrato attorno al quale tutto può accadere. Dove idee, persone, destini cambiano, in modo sorprendente ed imprevedibile”

I debiti con il passato

“Nel rapporto tra maestro e allievo – sottolinea Dario Ricci- Mario Bambini rivive la propria esperienza con la boxe. E il rapporto con il papà, drammaticamente e prematuramente scomparso per un incidente sul lavoro. Quando Mario aveva peraltro già abbandonato una carriera che prometteva bene, distratto da altre cose. Quando in anni più recenti Mario Bambini è risalito sul ring per allenare non ha solo riacceso una passione ma ha riannodato quel legame. E sciolto i debiti con il passato”

Amarcord tra le corde

“Quando Mario mi parlò del libro- ricorda emozionato Dario Ricci – ci trovammo immediatamente. Il nostro viaggio attraverso il mondo della boxe ha fatto riemergere prepotentemente passioni mai sopite, miti incrollabili, ricordi di incontri memorabili. Mi vennero alla mente gli incontri di Patrizio Oliva, Vito Antuofermo, Sambu Kalambai. Visti in televisione in tarda serata, avvolto nel plaid e con il gatto tra le gambe. Lì, seduto vicino a me, mio nonno. Già, mio nonno. Colui che mi ha trasmesso la passione per la boxe. Una presenza costante nonostante sia scomparso da quarant’anni. Tra i ricordi più vividi della mia infanzia. Aiutare Mario a scrivere il libro mi ha permesso di mantenere vivo il dialogo con lui”

Destini diversi, un unico comune denominatore

Abbiamo ripreso il filo di un dialogo mai interrotto. Per ricordare gli anni d’oro della boxe milanese e rivivere immagini indelebili legati a momenti straordinari del pugilato italiano. La Palestra Doria, dalla quale ha preso avvio la carriera dilettantistica di Mario Bambini e fucina di grandi campioni forgiati dal maestro Ottavio Tazzi, il Maestro dei Maestri. I match di Duilio Loi, Sandro Mazzinghi, Nino Benvenuti che hanno scaldato la piazza milanese degli anni Sessanta L’incontro drammatico di Ray Boom Boom Mancini con il sudcoreano Kim Duk Koo. Fino a rinverdire il mito di Rocky Marciano. Attorno a tutto ciò, storie di persone comuni. Avvicinatisi alla boxe per i motivi più disparati. Persone che non ne hanno scritto pagine memorabili ma che, a loro modo, sono stati campioni. Perché hanno vinto la loro personalissima sfida, hanno ritrovato sé stessi, sono cresciuti. Grazie a quel quadrato a sedici corde attorno al quale si trovano e si ritrovano. Destinato a diventare per molti di loro un luogo di crescita, come Giacobbe Fragomeni. Uno dei più puri figli della Milano pugilistica, nato nel quartiere della Stadera. Un libro o forse più libri insieme. Semplicemente caleidoscopico

Mario Bambini, padre sportivo

In un continuo alternarsi tra momenti autobiografici e ricordi di protagonisti ed icone della boxe milanese, si snoda il racconto autobiografico di Mario Bambini. Quotidianamente a confronto con tante persone dalle personalità e dai percorsi umani più diversi ma tutti accomunati dalla passione per quel magico quadrato. Tra di loro si nasconde forse un campione, certo è che tutte sono salite sul ring per affrontare le proprie paure, le proprie remore. E a bordo ring, ad aiutarle in questo difficilissimo compito, c’è Mario Bambini. Le loro vite si incrociano, come i loro guantoni. Insieme crescono e per Mario Bambini quel rapporto simbiotico con i propri allievi diventa l’occasione per rivivere il rapporto padre-figlio. “E andare oltre – conclude Dario Ricci- l’insegnamento della Nobile Arte. Perché il maestro che siede all’angolo di un ring è un padre sportivo

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