Paquetà salva il Milan ma non Gattuso

Il ritorno di Paquetà per salvare capra, cavoli e la qualificazione alla prossima Champions League. Il Milan si prepara alla sfida di domani sera contro il Torino (ore 20.30) in questo bizzarro aprile milanese, tra folate gelide, grandine ed un timido sole che lascia spazio ad un freddo simile a quello che si percepisce attorno alla figura di Gattuso. E se il tecnico calabrese ha già capito che ci sono buone possibilità che il suo futuro non sia più al Milan, dall’altra c’è comunque un quarto posto raggiunto e da difendere con i denti, per agguantare un ritorno in Champions League che avrebbe del miracoloso. E che, forse, potrebbe anche riabilitare la sua figura di fronte ai tifosi e ai detrattori.

Milan, il ritorno di Paquetà

E per provare ad impossessarsi nuovamente di un posto nell’Europa che conta Gattuso si affiderà soprattutto a Paquetà; il 21enne ex centrocampista del Flamengo, da quando è arrivato, ha lasciato un segno indelebile a Milanello. Non sarà un caso che, con il suo approdo e quello di Piatek nel mercato di gennaio, la marcia del Milan sia diametralmente cambiata: vittorie, sorrisi e una quota gol di tutto rispetto. Ma l’infortunio rimediato contro l’Udinese, al netto degli impegni con la nazionale brasiliana che di certo avevano già lasciato traccia, costrinsero Gattuso a rinunciare al più talentuoso giocatore in rosa e il Milan a smarrirsi per strada.

Due panchine che gridano vendetta

Ma Paquetà scalpita e vuole tornare ad essere protagonista; le due panchine consecutive contro Parma (1-1 in campionato) e Lazio (0-1 in Coppa Italia) non sono piaciute a tifosi, vip e nemmeno alla dirigenza rossonera, che reclamano a gran voce il ritorno in campo di quello che viene visto da tutti come l’unico elemento capace di poter far aumentare il tasso tecnico della squadra. E che Paquetà domenica sera possa essere nuovamente titolare è un dato di fatto: sta bene e fisicamente è pronto.

Calhanoglu si gioca il posto

Il suo rientro potrebbe consentire a Gattuso di studiare soluzioni alternative, magari spostando Calhanoglu sul fronte offensivo o, paradossalmente, indietreggiandolo in mediana proprio per fare spazio al giovane Paquetà nel 4-3-3. Quel Paquetà che quando ha giocato ha spesso portato fortuna al Milan: con lui in campo il Diavolo ha vinto sei volte, pareggiato tre e perso solo in due occasioni, contro Inter (2-3) e Sampdoria (0-1, ma Paquetà giocò solo 19 minuti).

L’ipotesi del trequartista

E poi c’è lei, la variante con il trequartista che riporta i tifosi a tempi di ancellottiana memoria. Nella sfortunata sfida di San Siro contro l’Udinese (1-1), quella in cui rimediò la distorsione alla caviglia che l’avrebbe poi tenuto fermo per oltre 20 giorni, Paquetà agì proprio alle spalle delle due punte Cutrone e Piatek. Destando una buona impressione nei 41’ in cui rimase in campo. E la mossa a sorpresa di riproporre il 4-3-1-2 potrebbe essere proprio la chiave di volte nella corsa alla Champions League. Soprattutto alla luce delle pessime prove offerte dal Diavolo nell’ultimo periodo.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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