Gattuso si auto accusa: elettroshock per i giocatori
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Per ricordarsi un Gattuso così giù di morale come quello visto a Milanello bisogna tornare indietro di molti anni. Di certo dal punto di vista psicologico non è il miglior biglietto da visita per affrontare il match di domenica contro il Torino (ore 20.30), vero e proprio spareggio per rimanere aggrappati al quarto posto e alla qualificazione in Champions League: “Nei momenti di difficoltà precedenti avevamo un’anima, oggi invece ci manca”. Una sentenza, una verità tanto cruda quanto reale. La sua squadra non sta bene, non è un problema fisico ma mentale.

Gattuso si auto accusa

Ma è assai probabile che quella di Gattuso possa essere una strategia. L’attirare su di sé tanta mancanza di autostima per provocare qualcosa nei suoi ragazzi: “In realtà sono deluso da me stesso – prosegue ancora Gattuso – è l’allenatore che deve essere bravo a trasferire il proprio pensiero. Mi aspettavo di entrare in modo più forte nella testa dei ragazzi”.

Maldini e Leonardo a Milanello

Un tentativo per scuotere la squadra, con Leonardo e Maldini avvistati a Milanello ad assistere all’allenamento della squadra impegnata nella rifinitura. Può essere strategia. Parole forti e negative per provocare una reazione. Perché è difficile immaginare che, arrivati a questo punto, il tecnico rossonero si possa tirare indietro. La sua volontà è quella di creare un elettroshock: “Ci stiamo giocando tanto e purtroppo stiamo arrancando – prosegue – facciamo fatica fisica, mentale e nel gioco. Occorrono forza, brillantezza e mentalità. Sapevamo stare in campo e soffrire, adesso dobbiamo tornare a essere così”. 

Non c’è un singolo orticello

L’obiettivo di questa strategia psicologica è avere una reazione istantanea: “Occorre far capire alla squadra che non c’è un singolo orticello, ma che occorre ragionare tutti insieme e non con una testa sola – prosegue ancora – il Torino? La differenza la farà la voglia di saper soffrire. Il problema è che non stiamo giocando da squadra e facciamo le cose a metà”. 

Milan non più padrone del proprio destino

L’importanza della partita di domani è evidente, soprattutto alla luce del fatiche le dirette avversarie hanno turni casalinghi agevoli. Perdere punti potrebbe costare carissimo, perché se il Milan finora è stato padrone del proprio destino, in caso di passo falso contro il Torino dovrebbe sperare in qualche altro regalo da parte degli altri: “Vorrei sottolineare che se qualcuno pensa che io abbia mollato, non è così. E questo gruppo può ancora dare tanto”. Strategia smascherata. Non resta che aspettare per vedere se porterà i suoi frutti.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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