Powervolley Milano: addio Giani, ecco perché se n’è andato a Modena

Andrea Giani lascia Milano e torna in quella Modena che, da sempre, ha segretamente pensato ad un suo ritorno. Un epilogo che nessuno sperava in casa Revivre Axopower, ma che dietro le quinte tutti temevano, alla luce anche di quel rinnovo di contratto mai arrivato.

Andrea Giani lascia la Powervolley Milano

Milano si lecca le ferite ma continua a pensare in grande; perché il dopo Giani è stato subito individuato in quel Lorenzo Bernardi che con Perugia si sta giocando lo Scudetto. Detto che i due hanno un trascorso tanto glorioso quanto vincente, è chiaro che a livello di immagine non c’è paragone. Avere Giani a Milano, nel rinnovato Palalido, avrebbe sicuramente significato un ritorno d’immagine incredibile. Ma, tant’è, la decisione è presa: Giangio sarà il successore a Modena di quel Velasco che sabato sera ha annunciato il ritiro. 

Perché Giani ha lasciato la Revivre Axopower

La domanda, però, sorge spontanea: perché la Powervolley Milano ha tentennato così tanto nell’offrire a Giani il rinnovo di contratto? E perché perderlo a costo zero, con nemmeno la possibilità di un indennizzo economico? A settembre, quando lo stesso Giani e il presidente Lucio Fusaro vennero ospiti nella redazione de Il Giorno, quest’ultimo disse: “Non è assolutamente un problema, ci siederemo ad un tavolo e ne discuteremo”. Verso dicembre, ospiti di un talk show, Fusaro ribadì: “Se vorrà, Giani sarà allenatore della Revivre Axopower anche l’anno prossimo”. Risultato: mesi di belle parole ma di zero fatti.

Il rinnovo di contratto mai arrivato

Dal canto suo Giani è sempre stato chiaro: “Attendo di valutare il progetto sportivo di Milano”. Che sia stato questo il problema? La risposta appare negativa, visto che comunque il quinto posto in classifica e l’essere riusciti a tornare al Palalido sono un chiaro segnale che qualcosa di concreto, nell’aria, c’è.

La norma della Legavolley che fa discutere

Sta di fatto che Modena è andata all’attacco di Giani e, quasi a sorpresa, si è accorta che poteva portarlo via senza problemi. Un rinnovo del contratto mai arrivato, sempre procrastinato, ma che era legato alla regola del doppio incarico. Nello statuto di Legavolley è presente una norma che prevede il pagamento di una multa da 50mila euro che i club devono pagare se il loro allenatore ha un doppio incarico con una nazionale. Una norma che il presidente Fusaro ha cercato di far modificare nel suo ruolo di consigliere di Lega. Ma che di certo non può giustificare il ritardo nel lavoro per il rinnovo di contratto dopo che tutti, a fine stagione, si erano lasciati con la classica stretta di mano e un “arrivederci all’anno prossimo” che ora sa tanto di beffa.

Giani a Modena, l’addio di Velasco

Di certo, a livello d’immagine, la Powervolley ne è uscita indebolita. La struttura dirigenziale in questi mesi non è riuscita a preparare nemmeno una bozza di contratto o, comunque, a creare un vincolo con Giani. Senza considerare che lo sport è fatto d’imprevisti: e l’imprevisto che ha fatto precipitare la situazione è stato il ritiro di Velasco, che ha costretto Modena a trovare un altro allenatore. Quale migliore soluzione se non Giani? Lo stupore di aver scoperto di poterlo ingaggiare con irrisoria facilità ha fatto il resto.

Si sogna Lorenzo Bernardi per il dopo Giani

Inutile andare alla ricerca di un capro espiatorio ora. La società deve proseguire nella costruzione di un team vincente e valuta i profili migliori per prendere il posto di Giani: il sogno, come detto, è Bernardi, che con Perugia si sta giocando lo Scudetto (la sfida con Civitanova si chiuderà domani, martedì, con gara-5). I ben informati narrano di rapporti tra il club e mister Secolo non idilliaci. Tra gli altri profili valutati anche Alberto Giuliani, allenatore della Slovenia (ma qui ci sarebbe nuovamente il problema della norma-multa), Andrea Gardini (il quale appare molto vicino a Piacenza) e Nikola Grbic, appena esonerato da Verona. Ma anche lui con il doppio incarico essendo ct della Serbia.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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