Damiano Cunego: “La mia nuova vita”

“Purosangue” è la prima biografia ufficiale di Damiano Cunego, scritta insieme a Tiziano Marino, edita da Baldini e Castoldi. Il tour delle presentazioni domenica ha fatto tappa a Como, in occasione del Lario Book. A margine dell’evento, l’ormai ex ciclista veronese ha parlato ai microfoni di MilanoSportiva.

La biografia di Damiano Cunego

“E’ stata un’esperienza nuova, non ho mai scritto libri. Ho dedicato molto tempo con Tiziano Marino a raccoligere materiale. Io parlavo e lui scriveva. Ci siamo trovati a Los Angeles, dove lui abitava. L’ho raggiunto anche per fare una vacanza e “l’intervista” è durata dieci giorni. Io ho dovuto solo raccontare. Il lavoro grosso l’ha fatto lui. Non ho fatto niente di particolare, anche se non è poco ricordarsi tutti i dettagli. Ho rispolverato cose finite nel dimenticatoio”.

La nuova vita dopo l’addio alle corse

“Ti dico la verità, non mi mancano le corse. Ho avuto il mio periodo per correre, sono stato 17 anni in sella. Ora sono immerso nel mio nuovo lavoro di personal trainer e non ho tempo per pensarci. Seguo ancora il ciclismo, fa parte del mio lavoro. Le persone da me si aspettano un commento o un parere su come va il nostro sport. Devo tenermi sempre aggiornato”.

Il Giro d’Italia 2019

“Tanti fanno già sentenze ma questo Giro d’Italia è ancora lungo, si deciderà come sempre alla fine, devono ancora iniziare le salite. E’ normale che Vincenzo Nibali abbia degli alti e bassi ma la storia insegna che quando arriva il momento cruciale lui c’è, gli altri vedremo”.

L’arrivo a Verona

“Ricordo che hanno chiuso nella mia Verona nel 1984 ed ero piccolo, nel 2010 c’ero, quest’anno non sarò più atleta ma sarò presente al Processo alla Tappa. Sono ancora inserito nell’ambiente”.

Como e i Giri di Lombardia

“Como mi ricorda le tre vittorie al Giro di Lombiardia, ma ci ho anche vinto una gara quando ero ancora Under 23, quando ancora non mi conosceva nessuno. Ho sempre avuto un legame particolare con questa città”.

Varese 2008 e l’Alpe D’Huez

“Varese 2008 col secondo posto ai Mondiali è un rammarico ma ce ne sono anche altri. Nel 2006 il secondo posto all’Alpe D’Huez dietro a Franck Schleck. Essere un atleta vuol dire avere successi ma anche rimpianti”.

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