Mattia Trapani presidente TC Ambrosiano

Mercoledì è stata presentata l’edizione 2019 del Torneo Avvenire. A margine della conferenza stampa, Mattia Trapani, presidente TC Ambrosiano, ha parlato ai microfoni di MilanoSportiva.

L’intervista a Mattia Trapani

“Per me quello di quest’anno sarà il primo Torneo Avvenire da presidente. Ho fatto gavetta, nel 2002 facevo il raccattapalle. Negli ultimi tre/quattro anni ho dato una mano al vecchio direttore Andrea Villa, per la parte tecnologica. Quest’anno a dicembre dopo le dimissioni del precedente Consiglio abbiamo fatto questa scelta per trovare una soluzione ai problemi che si trascinano ormai da anni”.

Che cosa spinge un trentenne a diventare presidente di un circolo?

“Sicuramente la voglia di lasciare il segno, come recita tra l’altro l’hashtag del Torneo. Dopo anni di difficoltà per una gestione amatorale il primo passo che abbiamo fatto è stato quello di cercare un finanziatore che gestisca il circolo in modo professionale. L’abbiamo trovato in Aspria, con cui stiamo portando avanti questo discorso che dovremmo completare entro la fine dell’estate. E’ una fase di transizione. Resterò presidente fino alla fine del processo e poi resterò a loro disposizione”.

E’ un toccasana per il TC Ambrosiano?

“Sì, non era più possibile cercare di tappare i buchi internamente. I soci non hanno neanche un motivo economico per investire, con una concessione comunale che scadrà nel 2030. Il Comune di Milano ha una convenzione con noi e non viene toccato da questa vicenda con Aspria. Sicuramente sono sollevati da quanto stiamo facendo. In caso di fallimento, sono i primi ad andarci di mezzo e sperano in una soluzione positiva”.

Il problema principale resta la piscina?

“Anni fa era iniziata una riqualificazione con una nuova palazzina che ospiterà il museo del tennis. L’anno scorso però la gestione dell’area esterna era stata affidata ad un’altra società che non ha terminato i lavori, per problemi da entrambe le parti. Per due stagioni ci siamo trovati senza piscina, cosa che ha causato malcontento, calo di iscrizioni…”.

Un presidente giovane aiuta all’immagine?

“L’elezione è stata quasi bulgara. Non si è presentato nessun altro. Noi come Consiglio ci abbiamo subito creduto, ci abbiamo messo molta trasparenza. Il progetto di trasformazione in società sportiva inizialmente osteggiato e è stato poi molto apprezzato”.

Qual è il suo sogno?

“Spero che questa operazione vada in porto e che il circolo torni così ad essere un punto di riferimento per il tennis italiano”.

News Reporter

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